Scribacchiando per me

Scribacchiando per me
il blog di un pietramelarese

venerdì 11 marzo 2022

STORIA DI UN RIFORNIMENTO

 

Per curiosità, di tanto in tanto vado sul web a visitare il sito “Accadde oggi” (https://www.accaddeoggi.it/) e, fra lo stupito e il divertito apprendo che il 12 marzo 1976 aumentò il prezzo della benzina: la super 350 lire al litro e la normale 335 lire al litro. In altre parole a fronte degli attuali 2,20 euro per la “senza piombo” si spendevano circa 17 centesimi, in quarantasei anni il prezzo è stato moltiplicato per venti! Tenuto conto degli effetti dell’inflazione nel frattempo, pari al 240% (fonte https://www.rivaluta.it/serie-inflazione-media.asp) l’aumento in termini percentuali è stato del 1760%! ... tranquilli, non starò qui a scribacchiare di politiche internazionali, che comunque preoccupano tutti, né di “accise”, che costituiscono attualmente il 55% del prezzo alla pompa; i media ne sono pieni e chi vuol saperne di più troverà sul web analisi e rapporti interessantissimi.
Per risollevare gli animi in un periodo che di preoccupazione ne offre sempre di più, voglio, come mio solito, far ricorso alla memoria, e descrivervi come ci si approvvigionava di benzina (si… di benzina perché il gasolio era riservato quasi esclusivamente a camion e trattori) a Pietramelara un cinquantennio fa. Negli anni settanta, quelli della mia adolescenza, vi erano tre punti di approvvigionamento di carburanti: Panebianco in via San Pasquale, ancora esistente, ma attualmente chiuso, quello dei fratelli Natale nei pressi della macelleria Izzo, all’imbocco di via Baia, oggi spostato in periferia, e infine quello di Biasio Leone, in piazza San Rocco, all’angolo con via Marconi, comunque all’interno della piazza, le cui strutture furono dismesse definitivamente nei primi anni ottanta, in occasione della pavimentazione.
Erano quelli gli anni del Ciao: con il piccolo ciclomotore (ancora in mio possesso) mi recavo presso uno di quei tre distributori per la miscela, cinquecento lire il mio esborso (25 centesimi oggi), quando potevo. La durata temporale del rifornimento variava, più di una settimana in autunno e inverno, c’era la scuola e faceva freddo, e pertanto l’uso limitato; nella bella stagione, quando l’impiego del “mezzo” si faceva più intenso e continuativo, la strada da percorrere bighellonando aumentava e le cinquecento lire di miscela bastavano appena un giorno o due. 
A differenza delle pompe per la benzina, che erano completamente elettriche ed automatiche, il distributore della miscela, era manuale, azionato da una leva a manovella sita sul fianco della colonnina, come in foto di copertina, che serviva a miscelare per bene la benzina con l’olio lubrificante: il gestore teneva in una mano la pistola e con l’altra azionava la leva. La miscela è stata ritirata dal commercio da tempo, e chi possiede un mezzo con motore a “due tempi”, deve prepararsela da se.
Per le auto invece, come detto, le benzine in commercio erano due: la normale e la super. La prima equivaleva grossomodo all’attuale “senza piombo”, la seconda invece, grazie a speciali additivi rendeva i motori più performanti, tuttavia fu ritirata dal commercio intorno al 2000, proprio perché tali additivi contenti piombo erano molto inquinanti.

Nessun commento:

Posta un commento