Scribacchiando per me

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il blog di un pietramelarese

giovedì 9 dicembre 2021

Pioggia dell'Immacolata. Pericoli evitabili?

 

Le intense piogge che da ieri pomeriggio non hanno concesso tregua all’intero territorio dell’alto casertano sono state causa di spavento, apprensione e in qualche caso di danni, per fortuna contenuti. I più se la sono cavata con qualche pulizia straordinaria ai locali terranei della propria abitazione, anche se non mancano casi denotati da aspetti più drammatici, riportati dalla stampa locale.
Per concentrare il discorso sul territorio del nostro comune, mi preme sottolineare che la piana è un vasto “bacino imbrifero” destinato a raccogliere e smaltire acque provenienti dalle pendici circostanti: si tratta di un’area di   oltre 15 km quadrati, destinata a raccogliere acque scaricate da pendici di pari estensione (misure da google earth). La pioggia caduta nella scorsa nottata è stata veramente ingente: pensate che dalle 22 alle 23 sono caduti ben 70   mm di pioggia (dati stazioni meteo del comune) che, rapportato alla superficie di circa 30 Km quadrati, significa che in appena due ore si sono riversati 215.000 metri cubi di acqua, questo su terreni già saturi di pioggia per il lungo periodo piovoso, che dura da circa un mese.
Si sarebbero potuti evitare gli allagamenti, lo spavento e i danni? Non è né facile né elegante interpretare il ruolo del “io l’avevo detto”, ma i quattro lettori che seguono questo blog scribacchiato ricorderanno che più e più volte ci si è soffermati sulla manutenzione di cui ha bisogno il territorio e le opere realizzate per la sua protezione (cfr http://scribacchiandoperme.blogspot.com/2013/11/dissesti-idrogeologici-siamo-al-sicuro.html e http://scribacchiandoperme.blogspot.com/2020/12/maltempo-quali-rischi.html ).
Negli anni settanta fu realizzata un’opera idraulica destinata a fare da gronda per le acque del Monte Maggiore, essa parte dalla località “casino” e, tramite l’ex percorso del rivolo Pescara, sfocia nella zona dei pantani. Essa, per quanto ben progettata e realizzata, ha rivelato ieri notte un’efficienza ed un’efficacia quasi nulla nei confronti di quelle acque. Fu dotata all’inizio del percorso di una vasca di laminazione che, tuttavia, da ben cinquant’anni non è stata mai svuotata   dai detriti che inevitabilmente in un lasso di tempo così ampio l’avranno ormai riempita: una piena efficienza di essa avrebbe permesso senz’altro di mitigare l’impatto di un evento piovoso intenso come quello vissuto; infatti tutte le acque della pendice settentrionale del Monte Maggiore a causa della vasca ingombra di detriti e melma, non hanno potuto incanalarsi (se non in minima parte) nel canalone descritto, riversandosi con tutta potenza  su via Montemaggiore, Viale Europa e Via Angelone. Le zone più basse di via San Pasquale, nei pressi del campo sportivo hanno subito le peggiori conseguenze; Alessandro che, con la  famiglia alleva bovini nei paraggi, ha affidato a fb  drammatiche lamentele: “I miei animali sono finiti sott’acqua”.
La rete scolante dei fossi di confine meriterebbe d’altronde un’attenzione costante e continuativa, in presenza di vegetazione essa tende a frenare l’acqua e a colmarsi di terreno trasportato da essa… ma questa è una storia vecchia che coinvolge la mancata volontà di assumere decisioni impopolari, sanzionando che viene meno a propri doveri verso la comunità.
Il famoso canalone, per altri “ecomostro”, ma fiore all’occhiello per la scorsa amministrazione, invaso com’è di vegetazione nei tratti terminali, non ha potuto che rivelare i propri limiti.
Conclusioni: episodi come quello di ieri notte si verificano ad intervalli più o meno costanti, tuttavia si evidenzia che un’attenzione più intensa al territorio innalzerebbe, e di molto, la salvaguardia della comunità che vi dimora.

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