Scribacchiando per me

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il blog di un pietramelarese

domenica 4 settembre 2022

STORIE DI ALBERI MISERI

 

Non so quanti di voi ricordino l’alberatura di via San Pasquale, due filari ininterrotti di ligustro (Ligustrum vulgare) che dal convento fino al distributore Esso le facevano da corona: era l’elegante biglietto da visita di Pietramelara, il primo impatto positivo per il visitatore che vi si recava; la storia di tale infrastruttura verde terminò all’indomani della nevicata del gennaio 1985, i ligustri in seguito agli ingenti danni da freddo morirono, il termometro infatti scese fino a otto gradi sotto zero per due o tre notti. Per lungo tempo non ci furono rimpiazzi, solo nel 1996 in occasione del cinquecentenario del Sacco di Pietramelara, qualcuno pensò di mettere a dimora, se non l’intera alberatura a doppio filare almeno qualcosa che la ricordasse. Si trattava di quattro esemplari di Ippocastano (Aesculus hippocastanum, cfr foto di copertina), posti sulla destra entrando in paese, pochi metri prima dell’angolo con via Perretta; tali alberi nel frattempo avevano raggiunto ragguardevoli dimensioni, sottraendo anidrite carbonica e procurando ossigeno alla città, insieme a frescura per chi voleva intrattenersi sulle panchine sottostanti, e si sa quanto questa sia importante in tempi di bizzarrie climatiche.
Ma, nonostante gli innegabili benefici di cui sopra, anche essi sono stati eliminati, questa volta non per cause naturali ma per mano umana: la storia di questi ippocastani, infatti, si è conclusa qualche mattina fa, quando una benna li ha divelti dal suolo in cui avevano dimora. Qualcuno ricorderà che nello scorso luglio un pesante automezzo danneggiò in modo grave un leccio in Piazza San Rocco, e a tutt’oggi non ci risulta siano stati adottati provvedimenti conseguenziali (cfr. su questo blog “PIAZZA S. ROCCO. I COSTI DI UN DANNO” http://scribacchiandoperme.blogspot.com/2022/07/piazza-s-rocco-i-costi-di-un-danno.html). Nell’uno come nell’altro caso si tratta di miseri esseri viventi, a cui l’attenzione dedicata è stata nulla!
Ritornando agli ippocastani divelti in via San Pasquale, le domande e le perplessità sono molteplici: l’estirpazione, avvenuta ad opera di ditta privata su suolo pubblico, era stata autorizzata mediante apposito provvedimento? Ed ancora, tale eventuale provvedimento era corredato dal parere della Commissione Edilizia Integrata? Il legno derivante dall’estirpazione è stato messo a disposizione della collettività?
Delle due una: se l’estirpazione è avvenuta abusivamente si tratta di un grave illecito da perseguire nelle sedi opportune, se invece il tutto è stato autorizzato si tratta di una grave disattenzione alle problematiche del benessere ambientale e sociale, e soprattutto ci parla di un evidente e grave conflitto di interessi fra segmenti dell’amministrazione e soggetti privati (chi ha orecchie per intendere intenda). Va detto inoltre che, anche se un ripensamento da parte di qualcuno porterà al ripristino dell’alberatura, mediante messa a dimora di giovani esemplari, dovranno trascorrere decenni affinché quei benefici sociali ed ambientali, offerti dagli ippocastani che sono stati barbaramente divelti, vengano ripristinati.
Cos’hanno fatto e cosa faranno gli ambientalisti presenti in paese davanti ad uno scempio tanto evidente? Per ora si osserva solo un assordante silenzio! Il gruppo consiliare di minoranza presenterà senz’altro interrogazioni e richieste di chiarimento, in merito all’increscioso accaduto ma, purtroppo, ciò che non doveva avvenire è avvenuto.

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