Scribacchiando per me

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il blog di un pietramelarese

domenica 22 novembre 2015

EFFETTI COLLATERALI

E’ proprio vero!.. è venuto il momento di reagire, è questo il momento di riaffermare la positività della nostra civiltà occidentale, a volte un po’ sbiadita e senz’anima; è questo il momento di gridare con orgoglio che essa nel tempo ha prodotto progresso sociale ed economico, innalzamento culturale, emancipazione delle fasce più deboli, democrazia!
Il folle fondamentalismo islamico si è macchiato della “mattanza” di Parigi di venerdì scorso e, accanto alla pietà diffusa, ha scatenato, come effetto collaterale, una catena senza fine, sui principali media, sulla carta stampata, ma specialmente sui social networks fatta di riaffermazioni, a volte – diciamolo - un po’ trite. Tra queste le più frequenti: “si al crocifisso nelle aule scolastiche”, “si al presepe”. Condivido senza riserve, è d’altronde veramente difficile, da parte nostra, non essere d’accordo.
Ma poi, a sangue freddo i dubbi e le perplessità cominciano a montare; ed allora viene da chiedersi: quanti di costoro, che in coro a volte un po’ stonato, si ostinano a ripetere “si al crocifisso nelle aule scolastiche”, “si al presepe”, conoscono e condividono i valori che stanno ad indicare un crocifisso appeso alla parete? … quanti amano il presepe per il simbolico messaggio di amore insito in esso? Non sarà che in tal modo questi due simboli siano stati un po’ sviliti nel loro significato più autentico, solo allo scopo di ridare smalto ad un sistema un po’ sbiadito?
La croce di Cristo, trascinata a stento sul Calvario, è la stessa, per dimensioni, natura e destino, di quella dei due famigerati ladroni crocifissi con lui, racchiude sofferenza estrema e morte; essa sta inequivocabilmente ad indicare la catarsi a cui deve, per forza di cose, sottostare il genere umano se non si vuole perdere.
Il presepe parla di un bambino nato in una povera stamberga, perché il papà e la mamma (oggi sarebbero stati definiti barboni o homeless) non disponevano neppure di quel poco sufficiente per una notte e un parto in un misero alberghetto; ci tramanda di pastori svegliati nella notte che in un moto di solidarietà recano piccoli doni al bambino per alleviarne il freddo; ci racconta di tre sapienti, qualcuno di essi era anche di pelle nera, che viaggiano per mesi (forse per anni) seguendo una stella, da oriente verso occidente. Quanta similitudine con i viaggi della speranza, dal sud al nord del mondo, dall’oriente dilaniato dalla guerra all’occidente opulento e (solo in apparenza) pacifico!

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