Scribacchiando per me

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il blog di un pietramelarese

domenica 19 luglio 2015

BORGHI A CONFRONTO

Borgo di Pietramelara, borgo di Riardo: due emergenze monumentali di assoluto interesse, le cui tipologie architettoniche ed urbanistiche sono fortemente diversificate, a dispetto di una distanza che non supera i tre chilometri. Fattori storici, sociali ed ambientali hanno fatto leva su tali differenze per consegnare a noi due autentici gioielli da custodire con gelosia.
Ieri sera, come tanti, ho avuto il piacere di partecipare da fruitore alla Sagra al Borgo, organizzata dalla Pro Loco riardese. Piccoli inconvenienti tecnici, insieme a qualche stonatura ed anacronismo non impedisce a chi scrive di dare un voto ottimo all’organizzazione dell’evento. Tutto era stato congegnato in modo di assicurare una larga partecipazione, anche da comuni mediamente distanti. La concomitanza temporale della sagra con il servizio Tg3, che ha funzionato come potentissima “cassa di risonanza”, l’efficiente servizio navetta, in grado di evitare congestioni di traffico, la larghissima collaborazione della gioventù locale, orgogliosa ed efficiente, i film e documentari recentemente girati in quei luoghi hanno prodotto un successo al riparo da ogni critica, confortato da numeri più che lusinghieri. E’ facile immaginare, da osservatore esterno, smaliziato da tanti anni di impegno in tale tipo di problematica, che dietro a tutto ci sia stata una saggia regia unitaria, tesa a far conoscere un tesoro prezioso nel cuore del confinante comune di Riardo: il castello normanno/angioino e il borgo che vi si è sviluppato intorno.
Qualcuno in vena di sminuire gli altrui meriti osserverà che il recupero di borgo e castello di Riardo partono da lontano, e che da almeno un ventennio è iniziato il processo di cui oggi si cominciano a vedere i frutti, che ogni amministrazione riardese ha contribuito con un suo “pezzo” a che l’obiettivo venisse conseguito; giustissimo, tuttavia ciò non sottrae alcun merito a chi attualmente regge le sorti di Riardo con passione e spirito fortemente identitario. Guai a chi, con la voglia di sminuire i meriti dei predecessori tende ad abbandonarne i progetti e le realizzazioni! E’ un fatto incontrovertibile: il castello e il borgo oggi sono fruibili, in condizioni di sicurezza, senza zone transennate per imminenti pericoli di crolli, e sempre più persone vogliono conoscerli.
In parallelo cosa possiamo dire noi pietramelaresi delle nostre analoghe risorse? Il borgo di pietramelara, ugualmente unico e suggestivo, da parte sua, sta soffrendo un momento di infinita tristezza derivante da l’interesse istituzionale nullo nei suoi confronti. E tale disinteresse è generalizzato: sindaco, ammnistrazione, pro loco, nessuno si salva! Ed il problema principale è che il degrado non è qualcosa di statico e fermo nel tempo: no!... chi immagina che superata tale fase politico amministrativa, qualcuno possa mettere mano al recupero, si sbaglia di grosso: il degrado chiama degrado e se non si interviene nell’immediato tra qualche anno tutto potrebbe essere irrimediabilmente perduto.

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