Scribacchiando per me

Scribacchiando per me
il blog di un pietramelarese

domenica 14 aprile 2013

Le mie "madeleines"


L’ episodio della “medeleine” , un biscottino a forma di conchiglia da inzuppare nel tè, è contenuto nel romanzo “La ricerca del tempo perduto” di Marcel Proust e ne è uno dei passi salienti: abbastanza noto, esso introduceva, per la prima volta nella letteratura, la grande intuizione che l’olfatto e il gusto hanno un ruolo fondamentale per la memoria e per il recupero dei ricordi. Nel 1911, l’anno appunto a cui esso risale, gli scienziati non avevano ancora idea di come i nostri sensi comunicassero all’interno del cervello. Oggi le neuroscienze sanno che Proust aveva ragione. I sensi dell’olfatto e del gusto sono quelli più “sentimentali”, più soggettivi e meno trasmissibili. Sarà capitato anche a voi, miei cari quattro lettori, di avvertire un odore o un sapore particolare, ed immediatamente di ritornare con la mente ad un luogo o ad una situazione particolare legata a quell’odore o a quel sapore.
Chi, come me, ha moltissimi ricordi, una memoria zeppa e traboccante quanto un vaso pieno fino all’orlo, avrà vissuto mille situazioni analoghe a quella del grande scrittore francese.
Ad esempio, per chi scrive, come per tanti altri, l’odore del gesso richiama fortemente alla mente i giorni della scuola, le emozioni vissute insieme ai miei compagni, le paure e le gioie tra i banchi.
La tipica fragranza dolciastra della cera che brucia nelle candele, i momenti in parrocchia, ai tempi di Don Pasqualino…
L’odore del letame (per altri è molto più volgarmente una “puzza”) i bei giorni vissuti alla Masseria San Pasquale, luogo in cui ho imparato ad amare la campagna ed il mondo agricolo, la natura e la vita all’aria aperta.
Può sembrare strano, inoltre, ma collego l’odore della creolina alla Sagra al Borgo; non scherzo, questo riflesso è stato indotto in me quando, poco più che adolescente, frequentavo il paese alto nei giorni di preparazione dell’evento; il borgo nei primi anni ’70 era quasi del tutto abitato da pietramelaresi (oggi il nostro dialetto è stato soppiantato dal rumeno), e qualche famiglia allevava ancora, nei sottoscala e nei “cellari” e negli “stallucci”, pollame e maiali; per migliorare allora l’igiene di quel luogo la creolina era il disinfettante utilizzato in abbondanza da noi ragazzi che collaboravamo alla migliore riuscita di quella manifestazione. Se ne usava tale e tanta che alla fine l’odore pungente predominava su ogni altro.
Il caffè preparato con la moka, invece mi riporta con forza ai laboratori del Dipartimento di Botanica, al tempo dell’Università; erano gli anni della gioventù, e tale odore in quei luoghi, era gradevolissimo ma perenne, tanto da far pensare che ci fosse qualcuno addetto solo ed esclusivamente a preparare caffè.
E tanto altro ancora…visto quanto poco è sufficiente a rinvangare il passato, a suscitare la nostalgia?
I ricordi ed il passato fanno parte indissolubilmente di noi, e mai potremo separarcene, tuttavia la vita è composta di passato, presente e chissà, forse, di futuro; ed allora guardiamo avanti!



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