Scribacchiando per me

Scribacchiando per me
il blog di un pietramelarese

venerdì 15 dicembre 2023

120 ANNI DI GELATO

 

Certo che può sembrare “fuori stagione” ciò che sto per scrivere! … oggi è sulla bocca di tutti il solito luogo comune “le stagioni sono impazzite”, tuttavia ritengo di segnalare che ben 120 anni fa, proprio il 15 dicembre 1903, Italo Marchioni, un veneto emigrato negli U.S.A., brevettò un’invenzione destinata ad avere futuro: il cono gelato. Chi di noi non è avvezzo, specie nel periodo estivo, a consumarne? Si tratta per me di una piacevole abitudine, recarmi in piazza la sera e prendere un gelato che Angela, con la collaborazione delle sorelle Monica e Michelina, confezionano con l’esperienza derivante da decenni di attività; i gusti sono i più svariati e ogni anno la scelta si arricchisce; nell’ultima estate, poi, hanno aperto un punto gelateria indipendente dal bar di famiglia, fatto che si è rivelato una scelta di marketing coronata dal pieno successo. L’offerta comprende gusti di frutta, per coloro che ci tengono in particolare alla linea, inoltre delizie alla crema, cioccolato ecc. per i buongustai più autoindulgenti. Pietramelara ha sempre avuto una spiccata tradizione anche in tal campo, ma anche altrove nei dintorni si possono trovare ottimi gelati artigianali, da gustare, appunto, sul cono brevettato dal sig. Marchioni.
Il gelato artigianale si differenzia da quello confezionato industrialmente, perché quest’ultimo è molto più ricco di zuccheri e contiene i pericolosi grassi idrogenati. Il gelato artigianale, inoltre, è ricco di vitamine: contiene la vitamina A, B1, B2, B6, B12, C, D, E e K. All'interno del gelato troviamo, inoltre, calcio e fosforo, fondamentali per combattere osteoporosi, calcoli renali o sintomi della sindrome premestruale. Secondo alcune ricerche, il gelato aiuta a prevenire lo sviluppo di alcune malattie, come il tumore al colon. I nutrizionisti consigliano di mangiarlo con moderazione, di assicurarsi sempre che si tratti di un gelato artigianale realizzato con materie prime di qualità, senza aggiunta di grassi idrogenati, dopodiché si potrà mangiare questo alimento gustosissimo senza sensi di colpa.
Tutti tornano un po' bambini quando mangiano un gelato. Questo alimento, infatti, è sinonimo di felicità, riporta il sorriso, fa bene all'umore. Sembra addirittura che aiuti a combattere l'ansia, aiuti a rilassarsi e a combattere persino i problemi di insonnia.

domenica 10 dicembre 2023

SALUMIFICIO ABUSIVO… DANNO COLLETTIVO

 

Il periodo natalizio determina un innalzamento dei consumi in generale, e più nello specifico di alcuni alimenti tradizionalmente legati ai climi invernali; in particolare i salumi e derivati della carne suina sono entrati da tempo immemore nella cultura popolare e nella memoria collettiva delle nostre zone. Chi, come il vostro blogger scribacchiante, ha vissuto molte primavere ricorda che in questo periodo cominciava il rituale sacrificio del maiale allevato in famiglia, e chi ne vuol sapere di più può riportarsi alle note già pubblicate su questo blog: (https://scribacchiandoperme.blogspot.com/2012/12/il-dio-nigliu.html, https://scribacchiandoperme.blogspot.com/2012/01/una-mattina-di-gennaio-un-sacrificio.html). Erano occasioni fra il cruento ed il festoso, che stimolavano rapporti di vicinato e di socialità, tutto quello insomma che in una comunità e/o in una popolazione comporta la nascita e il consolidarsi di una tradizione. Una volta che l’attività di produrre salumi (salsicce, prosciutti, capocolli, ventresche ecc.) ha perlopiù lasciato le case, si è andata sempre più consolidando nelle macellerie artigianali locali la fama di un’elevata qualità di queste produzioni. Tali ditte hanno l’obbligo di seguire con serietà e rigore le norme igieniche dettate dalla legge, e sono sottoposte al controllo delle istituzioni a tanto deputate, ASL e NAS dei Carabinieri. Ne è derivata una nomea positiva, foriera di sviluppo ed occupazione, ed alimentata dal passaparola, che porta anche gruppi provenienti da realtà metropolitane ad approvvigionarsi presso le nostre macellerie di tali leccornie rurali.
Ci si trova spiazzati allora se qualcuno, incurante del danno collettivo procurato, cerca di barare, aggirando le regole, così come avvenuto qualche giorno fa e riportato dalla stampa web locale: si confezionavano salumi senza alcuna autorizzazione e certificazione, e questi ultimi finivano in diversi negozi in tutta la provincia di Caserta, nel corso dell’attività ispettiva venivano sequestrate merci per il valore di circa 20mila euro.
Il problema, lamentato da imprenditori seri e ligi alle norme, operanti in Pietramelara, consiste nel fatto che l’articolista non riporti alcun riferimento al salumificio “abusivo”, nel quale  sono state violate le regole, ma si limiti a scrivere che il personale dell’ASL di Caserta abbia “fatto irruzione all’interno della struttura, ubicata quasi nel centro di Pietramelara”, lasciando il lettore, vicino o lontano che sia, nel dubbio di essersi rifornito proprio in quella ditta, dato che le macellerie pietramelaresi risiedono tutte nel centro del paese. Il diritto di cronaca è sacro, e nel corso delle indagini bisogna mantenere riserbo, tuttavia vanno tenute presenti le conseguenze che ciò che si scrive possono causare a chi, invece, ha agito e agisce nell’ambito della legalità.

giovedì 7 dicembre 2023

IL VILLAGGIO E LA CARNE SINTETICA

 

Molti Complimenti alla Coltivatori Diretti, non c’è altro da dire, né da eccepire! L’evento che è partito proprio ieri mattina, a Napoli è stata davvero una vetrina, a livello nazionale, dell’agricoltura italiana. Parlo del Villaggio della Coldiretti che fa tappa a Napoli, dal 7 al 9 dicembre, festivi per il Ponte dell’Immacolata. Si tratta del grande Festival dello street food contadino, dove si possono degustare i piatti tipici della cucina italiana, realizzati con i prodotti della terra a "km 0": patatine fritte, panini con la porchetta, salumi, formaggi e quant'altro.
Una kermesse che ha saputo coinvolgere, oltre agli operatori del settore, com’è ovvio, anche un grandissimo numero di cittadini e curiosi che, vivendo in un’area metropolitana, in genere hanno scarsa dimestichezza con il mondo rurale. Il vostro blogger, poi, ha voluto metterci il naso, profittando di un giorno di ferie programmato da tempo, ed ospite della Coldiretti di Vairano, guidata da Carmine Paolino; devo dire che mi ritengo soddisfatto dell’esperienza vissuta. Le regioni agricole d’Italia erano rappresentate negli stand allestiti, mediante l’esposizione delle produzioni tipiche di un agricoltura che va sempre più qualificandosi sotto il profilo della qualità. 
La tematica che ha fatto da filo conduttore dell’intera manifestazione è senz’altro quella di misurarsi con sfide che ultimamente si sono concretizzate per il mondo agricolo: un esempio fra tutti i cibi sintetici. La carne fatta in laboratorio che qualcuno vorrebbe propinare ai consumatori è finita sul banco degli imputati; la Coldiretti dal primo momento si è nettamente schierata contro questo alimento, infatti sono circa 350mila le firme già raccolte dalla mobilitazione per promuovere la legge che vieti la produzione, l’uso e la commercializzazione in Italia del cibo sintetico, per il quale nel 2023 potrebbero essere già presentate le prime richieste di autorizzazione all’immissione in commercio in Europa, dopo il via libera della Fda negli Stati Uniti. Secondo il Censis si tratta di una realtà nettamente rifiutata dall’84% degli italiani che si dichiara contrario all’idea di cibi prodotti in laboratorio da sostituire a quelli coltivati in agricoltura. Il no al cibo sintetico è preponderante in ogni strato della popolazione. Molti ricorderanno l’episodio di tensione avvenuto a Roma, proprio fra il presidente nazionale di Coldiretti Prandini e i vertici di +Europa, Magi e Della Vedova.
Con intento chiaramente provocatorio inoltre in uno stand, denominato "orrori dei cinque continenti",  erano state esposte pizze al serpente e pizze alle cavallette (cfr foto 1 e 2); ed anche lo spettacolino dei burattini offerto ai bambini presenti, era volto a illustrare in tono scherzoso l’assurdità di un modello alimentare basato su queste cose.
A titolo di cronaca, infine, va sottolineato che già dal primo mattino l’intrattenimento musicale, fortemente gradito dagli avventori, è stato curato dal Liceo Musicale “Leonardo da Vinci” di Vairano, i docenti e gli allievi si sono preparati da settimane in vista dell’evento dando luogo a momenti di spettacolo con musica classica e popolare.
 

lunedì 4 dicembre 2023

CASTELPETROSO. UN PELLEGRINAGGIO PER L'IPIC


Non riesco a capire tutto questo bailamme per l’ammissione all’IPIC (Inventario del Patrimonio Culturale Immateriale Campano) della nobile e più che centenaria tradizione pietramelarese del Pellegrinaggio a piedi a Castelpetroso! Articoli su articoli sulla stampa web, passaggi ripetuti sulla pagina Facebook del comune… mah.
L’avevo già scritto in una precedente nota, si trattava “di una mera presa d’atto della scheda proposta, null’altro” (cfr. https://scribacchiandoperme.blogspot.com/2022/08/strumentalizzare-chi.html). Non capisco, ripeto, allora tutto il chiasso mediatico intorno al fatto che un filmato del pellegrinaggio sia stato esposto in seno all’evento all’uopo predisposto dalla Regione Campania. Che Pietramelara, così come le altre aree rurali interne abbia bisogno di visibilità non c’è dubbio, ma l’opzione di cavalcare la tigre del patrimonio immateriale, a mio parere (a pensar male si fa peccato, ma quasi sempre ci si azzecca, Andreotti docet), è legata al fatto che tale patrimonio, in quanto immateriale non ha bisogno di recuperi, restauri, manutenzioni varie, basta fare ammuina!
Ritengo invece che il vero bisogno si concentri sul patrimonio materiale …quello sì! Possediamo gioielli invidiati da tante realtà: il borgo altomedioevale, le grotte di Seiano, le Chiese monumentali (alcune chiuse da tempo immemore), ma purtroppo giacciono abbandonati a se stessi. Gli eventi che dovrebbero animare tali veri e propri gioielli, sono stati di fatto cancellati, celandosi dietro garbugli burocratici; non parlando poi della manutenzione, invocata a più voci, anche nel corso del recente incontro del 7 ottobre, presso la casa comunale. Un esempio fra tutti… ieri sera mi sono recato presso il palazzo ducale, per pagare (sigh) l’assicurazione RCA, ed ho notato la pavimentazione del cortile (cfr. immagine di copertina), purtroppo con sommo rammarico mi sono reso conto di un piccolo particolare, ma molto significativo: le piastre in ferro per liberare dal fango gli stivali in entrata, erano state eliminate. Vedete, cari lettori, si tratta di una minuzia, ma di sicuro una testimonianza della nobiltà della casa Caracciolo che per secoli ha retto ed abitato quella dimora; su quelle piastre, di sicuro, furono puliti gli stivali di Ferdinando II di Borbone, sovrano delle Due Sicilie, nella visita che fece a Lucio Caracciolo, il giorno 7 maggio 1836 (cfr. https://scribacchiandoperme.blogspot.com/2016/01/7-maggio-1836-fu-vera-cortesia.html); si dirà: “il cantiere è ancora in corso, possiamo benissimo riposizionare le piastre”. Ma come, se i basoli sono già stati posti in opera?
Ed allora, cari amici amministratori, ben venga l’IPIC, va bene tutto, ma mi permetto di ricordarvi che il vostro primo dovere è quello di tutelare il patrimonio materiale di Pietramelara, pietre testimoni di una storia gloriosa per una comunità che si è sempre distinta nel circondario.

venerdì 17 novembre 2023

ROCCAROMANA-PIETRAMELARA. QUATTRO SECOLI DI CONTESE PER PUNTIGLIO

 

Mi è pervenuto per mano del Dr. Salvatore Licciardi, già in forza al Corpo Forestale dello Stato, un interessante documento datato 05 novembre 1910, centotredici anni fa; si tratta di un’ordinanza del Prefetto di Caserta, nella qualità di Regio Commissario Ripartitore dei demani comunali, destinata a comporre definitivamente una disputa territoriale fra i comuni di Pietramelara e il confinante Roccaromana. Il documento che si presenta in ottimo stato di conservazione, è redatto in carta bollata da Lire Cinque, scritto in bellissima calligrafia, e consta di ben 38 facciate; vi si delinea l’intrigato percorso storico/tecnico/giuridico che si concluse con l’accordo fra i due comuni. Oggetto del contendere una porzione del demanio boschivo del Monte Maggiore, dell’estensione di circa otto ettari, sita a ovest della località “Ciescocupo”; il territorio conteso inglobava la località “Orticella”. Per avere un’idea abbastanza precisa di cosa stiamo parlando, si veda la foto di copertina: la porzione di territorio contesa, di forma sub triangolare è racchiusa nella linea evidenziata. Il Prefetto emanò l’ordinanza a conclusione di un diffuso studio sul terreno ed in archivio, portato avanti dal Prof. Raffaele Alfonso Ricciardi, Agente demaniale, funzionario pubblico chiamato a risolvere tali problematiche, stratificatesi dal feudalesimo in poi, all’indomani dell’Unità Nazionale. Si tratta del Ricciardi presente in più pagine di questo blog scribacchiato, a proposito delle vicende che seguirono il sacco di Pietramelara, nel 1496 (http://scribacchiandoperme.blogspot.com/2016/09/la-chiesa-di-santagostino.html), (http://scribacchiandoperme.blogspot.com/2017/10/1496-pietramelara-dopo-il-sacco.html), e a proposito dello statuto che Pietramelara si diede nel medioevo (http://scribacchiandoperme.blogspot.com/2021/03/un-popolo-incline-alla-democrazia.html)
Ritornando al documento, la storia della contesa è lunga, il primo a farne menzione è il notaio Santoro Borrello nel 15 maggio 1561, redattore di una Platea del Feudo di Pietramelara, che cita taluni atti della Regia Camera della Sommaria (organo amministrativo, giurisdizionale e consultivo operante nei regimi angioino e aragonese nel Regno di Napoli, un antesignano del nostro TAR, ndr) del 1504. Nel suo studio il Ricciardi, pone come primo motivo della contesa il lungo periodo in cui i due comuni sono stati soggetti allo stesso feudatario “a causa della lunga suggezzione che subirono con un sol feudatario -la Casa di Roccaromana – dal secolo undecimo a circa la metà del secolo decimoquarto”, e poi ancora “fin dal 1577 allorché l’una e l’altra Università erano sottoposte a D. Andrea De Capua, Marchese di Francolise, Roccaromana fra gli altri gravami proposti contro di lui nel Sacro Regio Consiglio fu quello riflettente tali occupazioni”. Seguirono nel corso dei secoli continue inosservanze degli accordi tentati a più riprese, a volte rappresaglie “Col 1790 fu iniziata una serie di rappresaglie fra i due comuni. In seguito alla cattura fatta dai bargelli di Roccaromana di taluni cittadini di Pietramelara”. Fra alterne vicende trascorsero ben quattrocento anni per arrivare alla composizione della vertenza “un risultato assolutamente positivo ebbero a sortire tali sforzi, in quanto dopo la larga discussione seguita nel giorno 2 novembre 1907 fra i legittimi rappresentanti dei due comuni sulla località controversa”, grazie anche alla esiguità del valore fondiario della zona contesa, che faceva apparire il contenzioso più una questione di puntiglio che reale, ed infatti “Che avendo intanto dalla visita della località riportata l’Agente demaniale l’impressione che la zona in questione di forma quasi perfettamente triangolare, non era di rilevante estensione e che su di essa di natura boscosa, ben scarsa poteva essere la produzione, in guisa poco e quasi irrilevante poteva essere il vantaggio che potevano ripromettersi l’uno e l’altro comune, si decise a mettere in atto tutti i suoi sforzi per fare addivenire le parti a un bonario componimento”.

Per i lettori interessati, il documento prefettizio, trascritto dal blogger scribacchiante, è disponibile gratuitamente a richiesta.

sabato 28 ottobre 2023

RICORDANDO COSTANTINO

 


E’ in una sera di autunno come questa che mi giunse la notizia! Te ne eri andato in silenzio, con la discrezione che avevi eletto come tratto distintivo della tua intera esistenza. Avevo pensato dapprima a uno scherzo di pessimo gusto, lo sai succede, ma poi fatte una o due telefonate ebbi la conferma che non avrei mai voluto avere. La tua malattia, diciamolo, seria ma non grave, aveva minato il tuo spirito prima ancora che il tuo corpo.
Avevamo trascorso la nostra gioventù in modo (oserei dire) parallelo: serenità, gioia di vivere, divertimenti semplici e sani, come possono esserlo stati quelli che offriva negli anni ‘70 ed ‘80 il nostro defilato paese: interminabili giri in motorino, qualche passeggiata in montagna, discussioni su temi politici e sociali tipici di quel tempo, l’ironia degli scherzi, la frequenza della piazza, insieme agli amici a cui hai voluto e che ti hanno voluto bene. In quel periodo avevi anche incontrato Carla, un amore grande che ti ha accompagnato fino alla fine. Praticavi uno sport allora, la pallavolo che ti diede prestigio e visibilità; poi ci fu l’Università e il definitivo trasferimento da Capua a Pietramelara insieme alla famiglia. La laurea e come conseguenza, l’inizio di una professione che hai tanto amato, con un gruppo di amici e colleghi, tra i quali il carissimo Nunzio che sicuramente ancora ti terrà compagnia in una dimensione diversa dalla nostra. 
L’immagine di te che ho voluto inserire come copertina, è indice di quella serenità profonda di cui stiamo scrivendo: una gita a Campitello Matese, eravamo saliti io e te sulla cima del Monte Miletto, oltre duemila metri di quota e, mentre ritornati riposavi su quella sdraio, voleste darci la lieta notizia che Carla e tu eravate in attesa di Roberta.
La tua età matura invece ha segnato una sorta di contrappasso, con i molteplici lutti e dispiaceri che ti hanno segnato; a pensarci bene per te forse non erano neppure una grande novità, i drammi erano cominciati presto! … dato che solo da bambino avevi perso un punto di riferimento insostituibile, quale può essere una mamma.
Sono passati ben quattro anni, caro Costantino, ma per me quella drammatica notizia telefonica continua ad essere una dolorosa novità. Ed infatti, penso che tu lo sappia, ogni qualvolta passo in macchina, a piedi o in bici davanti all’Annunziata mi viene di istinto di voltarmi verso destra per vedere se sei seduto davanti al garage come eri abituato a fare, per scambiarci un semplice saluto o fermarmi qualche minuto per due chiacchiere. L’unica fortuna che ti posso riconoscere è stata quella di non aver attraversato l’ultimo quadriennio segnato dalle negatività più svariate: pandemia prima, guerre a pochi passi da noi oggi; inutili carneficine di innocenti che, una volta terminate, lasceranno di nuovo il tempo che hanno trovato.
Arrivederci Amico Mio.
Francesco

sabato 21 ottobre 2023

HO VISTO UN FILM

 


È un film poetico, drammatico, ironico, commovente e a tratti divertente, definire un capolavoro l’opera prima di Claudio Bisio da regista, non è né fuori posto, né particolarmente laudativo. Tratto da un romanzo di Fabio Bartolomei, parla della guerra vista dagli occhi di tre bambini, una storia di forte amicizia, forte come l’amicizia di chi ancora non si è fatto corrompere da ambizioni, sete di potere, sete di ricchezze materiali. Il film si intitola “L’ultima volta che siamo stati bambini”. I tre piccoli protagonisti (vedi foto di copertina), Cosimo, Italo e Vanda, riflessivo il primo, ingenuo il secondo, concreta ed intelligente la terza, in un clima di guerra tentano l’avventura di liberare dai nazisti un quarto amico ebreo, Riccardo; non voglio “spoilerare” di più… ma vi invito ad andarlo a vedere! ...Ne vale la pena.  Lo scenario descritto dal film è oggi, purtroppo, più che mai attuale: i grandi si fanno la guerra e i piccoli ne pagano le drammatiche conseguenze.
Le piccole vittime di guerra in Ucraina come in medio oriente, purtroppo non fanno più notizia. E’ terribile osservare in televisione ciò che sta succedendo; Israele e il suo popolo hanno subito un crimine efferato, tuttavia i raid aerei, effettuati per ritorsione, finora hanno scalfito poco o addirittura nulla dell’organizzazione terroristica Hamas, mentre causano danni materiali ingentissimi nella città di Gaza e soprattutto un numero elevatissimo di vittime civili, piccoli e grandi, sani e malati. I terroristi se ne stanno al sicuro nei loro bunker che preventivamente hanno costruito e la popolazione civile viene martirizzata. Andare alle cause geopolitiche del conflitto, innescato da odio razziale, orgoglio nazionalistico e minacce provenienti da potenze regionali che (per ora) non partecipano al conflitto, ma lo fomentano, sarebbe lungo.
Siamo la generazione di chi per fortuna non ha visto e vissuto la guerra, ma l’ha sentita raccontare da genitori e nonni, la seconda guerra mondiale da noi terminò ottanta anni or sono, portando immancabilmente, in paese come altrove, lutti e distruzioni, ma non per questo abbiamo doveri minori. Fermare i conflitti spetta ai politici, ai grandi della terra, è necessario tuttavia creare un clima di rifiuto totale nei confronti di coloro che soffiano sul fuoco, ognuno per quel che può; il ruolo del cinema, come avvenuto per il film di cui abbiamo parlato, al pari degli altri media può essere insostituibile.