Il torrido pomeriggio di domenica
scorsa, giorno 6 settembre ha visto, nel Salone del Piano Nobile del Palazzo
Ducale Caracciolo, il convegno organizzato in occasione del decennale della
scomparsa di Don Roberto Mitrano. Come da immagine di copertina, le relazioni
hanno cercato di delineare, nel ricordo, la figura complessa di Don Roberto,
parroco in Pietramelara, prima all’Annunziata, poi nella comunità
interparrocchiale Annunziata/San Rocco. Il ministero del sacerdote, durato
oltre un sessantennio è stato ripercorso dai relatori sotto le svariate
sfaccettature: quella del prete, quella di animatore di iniziative sociali,
quella di uomo di cultura profonda. Il convegno è stato moderato dal sottoscritto,
nonché vostro blogger scribacchiante, e ha visto l’avvicendarsi al microfono di
sacerdoti, amici e uomini delle istituzioni.
La comunicazione introduttiva, con il benvenuto ai presenti, a cura del Sindaco di Pietramelara, Avv. Pasquale Di Fruscio, si è imperniata sui rapporti tra il parroco e l’istituzione civica, tra l’altro il sindaco ha annunciato l’impegno a riprendere il Museo di Arte Sacra, voluto da Don Roberto, e finito tristemente; a seguire quella di Don Angelo Testa che ha descritto, condendo il tutto con note di colore, la storia che lo vide viceparroco a fianco di Don Roberto; quindi le comunicazioni di Don Giosuè Zannini, già parroco di Sant’Agostino, e quella di Don Pasquale De Robbio, suo successore nelle parrocchie dell’Annunziata e San Rocco. Di particolare rilievo il contributo del professor Renato Supino, per lunghi anni docente di Matematica presso il Liceo Da Vinci di Vairano, collega e amico di lungo corso di Don Roberto che, con voce a tratti rotta dall’emozione, ha descritto la lunga amicizia personale, soffermandosi sull’ultimo periodo della malattia grave che affliggeva Don Roberto… frequenza giornaliera tramite telefonate e presenza fisica per non interrompere un rapporto che si era consolidato nei decenni. Prima che prendesse la parola l’ultimo relatore, la Maestra Organista Andreana Pilotti, ha voluto leggere un pensiero pregno di affetto ed emozione nei confronti del sacerdote.
Quindi la relazione clou, affidata a un sacerdote che non ha conosciuto Don Roberto, se non mediante le memorie di chi gli è stato accanto… si tratta di Mons. Vincenzo De Gregorio, abate prelato della Real Cappella di San Gennaro, nel Duomo di Napoli, com’è ovvio costui non poteva dire di più di quanto già stato detto, anche per la mancata conoscenza di cui sopra, tuttavia la sua relazione, di ampio respiro culturale e di grande interesse, ha riguardato tra l'altro la storia che ha dotato Pietramelara di un gioiello raro quale l’organo Inzoli, nella Chiesa di San Rocco, tanto caro a Don Roberto, che di tanto in tanto lo suonava. Nella seconda foto a corredo il tavolo della presidenza.
La comunicazione introduttiva, con il benvenuto ai presenti, a cura del Sindaco di Pietramelara, Avv. Pasquale Di Fruscio, si è imperniata sui rapporti tra il parroco e l’istituzione civica, tra l’altro il sindaco ha annunciato l’impegno a riprendere il Museo di Arte Sacra, voluto da Don Roberto, e finito tristemente; a seguire quella di Don Angelo Testa che ha descritto, condendo il tutto con note di colore, la storia che lo vide viceparroco a fianco di Don Roberto; quindi le comunicazioni di Don Giosuè Zannini, già parroco di Sant’Agostino, e quella di Don Pasquale De Robbio, suo successore nelle parrocchie dell’Annunziata e San Rocco. Di particolare rilievo il contributo del professor Renato Supino, per lunghi anni docente di Matematica presso il Liceo Da Vinci di Vairano, collega e amico di lungo corso di Don Roberto che, con voce a tratti rotta dall’emozione, ha descritto la lunga amicizia personale, soffermandosi sull’ultimo periodo della malattia grave che affliggeva Don Roberto… frequenza giornaliera tramite telefonate e presenza fisica per non interrompere un rapporto che si era consolidato nei decenni. Prima che prendesse la parola l’ultimo relatore, la Maestra Organista Andreana Pilotti, ha voluto leggere un pensiero pregno di affetto ed emozione nei confronti del sacerdote.
Quindi la relazione clou, affidata a un sacerdote che non ha conosciuto Don Roberto, se non mediante le memorie di chi gli è stato accanto… si tratta di Mons. Vincenzo De Gregorio, abate prelato della Real Cappella di San Gennaro, nel Duomo di Napoli, com’è ovvio costui non poteva dire di più di quanto già stato detto, anche per la mancata conoscenza di cui sopra, tuttavia la sua relazione, di ampio respiro culturale e di grande interesse, ha riguardato tra l'altro la storia che ha dotato Pietramelara di un gioiello raro quale l’organo Inzoli, nella Chiesa di San Rocco, tanto caro a Don Roberto, che di tanto in tanto lo suonava. Nella seconda foto a corredo il tavolo della presidenza.
Alla fine, la premiazione (alla memoria) da parte dell’Associazione “Artes Loci”, presieduta dall’Avv. Francesco Bucciero, che ha voluto insignire Don Roberto del “Premio Eccellenza 2026 Artes Loci”, il premio è stato ritirato dai nipoti, presenti nel parterre e consegnato nelle mani dell’Arch. Roberto Mitrano, nipote ed omonimo.
Le immagini di una vita personale
e sacerdotale nel video elaborato dallo studio fotografico 360ARTS di Antonio e
Tommaso Campi, ai presenti inoltre è stata distribuita una breve monografia dal
titolo “La distesa del campo attraversato, le fatiche che non mi hanno mai stancato, i graffi sulla mia pelle
gelosa”, a cura del gruppo organizzatore.







