In merito alla riunione tenutasi
sabato sera, relativa al progetto di istituzione di un Parco Regionale del
Monte Maggiore, riportata, tra l’altro in qualche post sui social, esprimo
qualche perplessità, in scienza e coscienza, dettate da una laurea, ormai
quarantennale, in Scienze Agrarie, da una specializzazione post-laurea in
materia ambientale, ed infine dall’aver prestato servizio in qualità di
funzionario tecnico presso la Direzione Generale Ambiente della nostra Regione.
Per carità, non voglio interpretare il ruolo del “solito guastafeste”, e lodo lo zelo del gruppo che porta avanti il progetto; tuttavia sono abituato a “non mandarle a dire” … anzi le mie perplessità le pongo per iscritto, e ripeto: per più di una ragione noi, di questo parco, non abbiamo bisogno!
In primo luogo, il nostro Monte Maggiore si trova già in una situazione di equilibrio ecologico; i boschi rigogliosi della pendice nord, la nostra, sono da decenni in fase di conversione da ceduo in alto fusto, le pendenze elevate e la scarsa richiesta di mercato di legna da ardere, hanno favorito tale conversione; essi mostrano un elevato livello di biodiversità vegetale ed animale. Gli equilibri, di qualsiasi natura, sono precari e delicati e pertanto e meglio non metterci mano.
Inoltre, anche se di là da venire, un Ente Gestore, rappresenterebbe l'ennesimo carrozzone con Presidenti, vicepresidenti, consiglio del Parco, comunità del Parco, funzionari tecnici ed amministrativi, autoreferenziali e capaci di drenare cospicue risorse finanziarie.
Terzo, di vincoli il nostro territorio non manca affatto; quello idrogeologico, istituito con il Regio Decreto n. 3267/1923 e successive modifiche ed integrazioni, i vari vincoli dettati dal Piano Stralcio di Assetto Idrogeologico (PSAI) e relative “norme di attuazione”, quelli derivanti dal Sito di Importanza Comunitaria (SIC) “Catena del Monte Maggiore”, e via dicendo …vi sembra un vantaggio aggiungere ulteriori vincoli territoriali? A tali vincoli già vigenti, si dovrebbero aggiungere ed affiancare quelli dettati dall’istituendo Parco… altro che interessanti opportunità di sviluppo economico!
Quarto, nel territorio si trovano emergenze monumentali di assoluto rilievo, che nessuno si è mai sognato di valorizzare, uno fra tutti il nostro borgo, il cui degrado aumenta di giorno in giorno, ma anche il complesso archeologico delle “Grotte di Seiano”, pensate davvero che di punto in bianco verrebbero messe in luce dall’istituzione del Parco?
Quinto… e non ultimo, il fatto che i vincoli, in una situazione di controlli poco efficaci come l’attuale, vengono percepiti come tali solo da chi li teme! Mi spiego: ci sono persone che osservano vincoli e norme, altri se ne sbattono, e nei confronti di costoro (in genere) non accade nulla di significativo, anzi a volte i tribunali annullano i provvedimenti che sono stati adottati, come successo nella vicina Alvignano recentemente; tale situazione va a cozzare contro il “principio di uguaglianza” della nostra Costituzione.
Per carità, non voglio interpretare il ruolo del “solito guastafeste”, e lodo lo zelo del gruppo che porta avanti il progetto; tuttavia sono abituato a “non mandarle a dire” … anzi le mie perplessità le pongo per iscritto, e ripeto: per più di una ragione noi, di questo parco, non abbiamo bisogno!
In primo luogo, il nostro Monte Maggiore si trova già in una situazione di equilibrio ecologico; i boschi rigogliosi della pendice nord, la nostra, sono da decenni in fase di conversione da ceduo in alto fusto, le pendenze elevate e la scarsa richiesta di mercato di legna da ardere, hanno favorito tale conversione; essi mostrano un elevato livello di biodiversità vegetale ed animale. Gli equilibri, di qualsiasi natura, sono precari e delicati e pertanto e meglio non metterci mano.
Inoltre, anche se di là da venire, un Ente Gestore, rappresenterebbe l'ennesimo carrozzone con Presidenti, vicepresidenti, consiglio del Parco, comunità del Parco, funzionari tecnici ed amministrativi, autoreferenziali e capaci di drenare cospicue risorse finanziarie.
Terzo, di vincoli il nostro territorio non manca affatto; quello idrogeologico, istituito con il Regio Decreto n. 3267/1923 e successive modifiche ed integrazioni, i vari vincoli dettati dal Piano Stralcio di Assetto Idrogeologico (PSAI) e relative “norme di attuazione”, quelli derivanti dal Sito di Importanza Comunitaria (SIC) “Catena del Monte Maggiore”, e via dicendo …vi sembra un vantaggio aggiungere ulteriori vincoli territoriali? A tali vincoli già vigenti, si dovrebbero aggiungere ed affiancare quelli dettati dall’istituendo Parco… altro che interessanti opportunità di sviluppo economico!
Quarto, nel territorio si trovano emergenze monumentali di assoluto rilievo, che nessuno si è mai sognato di valorizzare, uno fra tutti il nostro borgo, il cui degrado aumenta di giorno in giorno, ma anche il complesso archeologico delle “Grotte di Seiano”, pensate davvero che di punto in bianco verrebbero messe in luce dall’istituzione del Parco?
Quinto… e non ultimo, il fatto che i vincoli, in una situazione di controlli poco efficaci come l’attuale, vengono percepiti come tali solo da chi li teme! Mi spiego: ci sono persone che osservano vincoli e norme, altri se ne sbattono, e nei confronti di costoro (in genere) non accade nulla di significativo, anzi a volte i tribunali annullano i provvedimenti che sono stati adottati, come successo nella vicina Alvignano recentemente; tale situazione va a cozzare contro il “principio di uguaglianza” della nostra Costituzione.







