Scribacchiando per me

Scribacchiando per me
il blog di un pietramelarese

giovedì 30 aprile 2026

TRASFORMAZIONI E IMMAGINI DI UNA TORRE

Nel primo Medioevo la torre apparve come elemento architettonico comune alle fortificazioni e ai castelli feudali o, isolata, quale posto di osservazione e difesa avanzata.
L'utilizzazione della torre, comunque, trovò un notevole incremento e sviluppo nelle città comunali quando da costruzione esplicitamente militare divenne una sorta di "status symbol" nobiliare.
Le lotte fra fazioni del potere centrale contro i baroni, con conseguente confisca e distruzione di case, torri e palazzi della parte soccombente, furono, insieme a fenomeni naturali come terremoti, tra le cause prime della notevole perdita di tali monumenti storici.
All’inizio dell’età moderna, nel 1496, le lotte per il trono di Napoli fra la dinastia aragonese e quella angioina, indussero l’assedio e il sacco di Pietramelara, argomento trattato anche su questo blog scribacchiato, dalle molteplici sfaccettature; a parte l’eccidio di oltre 1.500 persone, una delle conseguenze più dolorose fu la distruzione, mediante incendio, del Castello dei Monforte e la capitozzatura della antica torre mastia, per fortuna sopravvissuta fino ai giorni nostri; immagino che essa rispetto all’attualità abbia avuto almeno tre piani e un coronamento di merli.  Si tratta di un monumento di importanza storica e architettonica di assoluto rilievo, già argomento di un articolo su questo blog nel 2018 (cfr. https://scribacchiandoperme.blogspot.com/2018/06/la-torre.html). Dal nefasto giorno del sacco ad oggi l’aspetto della nostra torre è rimasto lo stesso, fatta eccezione per l’altezza. Dicevamo che con il sacco la torre fu capitozzata e privata dei merli, allo scopo di temperare l’orgoglio di chi l’aveva posseduta, i Monforte, e si era macchiato, come dicono le cronache del tempo, di tradimento nei confronti degli aragonesi. Diverse furono in seguito le funzioni che le si diedero: quella di prigione, ad esempio, di cui sono rimaste fino a qualche tempo fa testimonianze, come graffiti sulle pareti; altra funzione fu quella di torre colombaia, le cellette per i volatili sono ancora ben visibili al primo piano e, di sicuro, l’orgoglio di chi l’aveva voluta e costruita fu oltraggiato. Così come diverse sono le raffigurazioni che, nel tempo, ci danno testimonianza delle trasformazioni successive a cui la nostra torre fu sottoposta.
Di sicuro la più antica è contenuta nella Descriptio Theanensis Diocesis, mappa geografica del 1635, realizzata da Matthäus Greuter per conto del vescovo Giovanni de Guevara, meno di un secolo e mezzo dopo il sacco (cfr. foto n.1) 
Foto n.1


Altro documento iconografico di somma importanza il disegno su carta, a china, del Principe di Caspoli-Caracciolo, datato 10 ottobre 1843: le torri erano due, di altezza diversa, la minore evidentemente esterna alla cinta muraria del castello. Dal confronto di queste due raffigurazioni emerge che, nell’una come nell’altra, la torre viene rappresentata coperta da tetti; la seconda, in particolare, che ci offre una rappresentazione molto più realistica, ci dà l’immagine di una torre notevolmente più alta di come la vediamo adesso. (cfr. foto n.2)
foto n. 2


 Un’ulteriore immagine ce la offre una foto dei primi del Novecento, in cui le quinte dello spiovente si vedono ancora con chiarezza, in parte era già iniziato il crollo, con la finestrina disegnata all’ultimo piano della torre dal Caspoli-Caracciolo era ancora visibile e l’altezza era sostanzialmente la stessa. (cfr. foto n.3)

Un ultimo sfregio alla torre venne inferto sessant’anni fa, nel 1965, allorquando fu demolito l’intero terzo piano, fatto motivato da salvaguardia della pubblica incolumità, quando poi sarebbe bastato solo mettere in sicurezza i tufi che man mano si staccavano per degrado delle malte e per l’istaurarsi di vegetazione spontanea in sommità. L’immagine che oggi ci si offre purtroppo è il risultato di limitate sensibilità, che si sono aggiunte alle vicende storiche vissute oltre cinque secoli fa, ed al fattore tempo.

giovedì 16 aprile 2026

PIETRAMELARA E L'INCOMING

 


Finalmente le transenne che impedivano il transito in Via Enrico Leone, tratto adiacente Via Roma, di fronte al Palazzo Ducale Caracciolo sono state rimosse. Si tratta di uno degli ingressi principali al nostro borgo…gli ampi gradoni insieme ai ceppi in pietra calcarea sono elementi architettonici sei/settecenteschi che, con singolare eleganza, stanno e testimoniare l’importanza di quel luogo. Ricordiamolo: nello scorso novembre un vasto incendio ha interessato gli appartamenti che affacciano su Via Roma, provocandone un prolungata inagibilità, per mesi la zona non è stata percorribile, a causa delle transenne di cui sopra. Non voglio ora stare a sindacare sull’attesa dell’inizio dei lavori di rifacimento e restauro delle abitazioni percorse dal fuoco, ma soffermarmi piuttosto sul danno di immagine, l’ennesimo, che il borgo, nostro principale monumento, ha dovuto subire. 
E’ l’immagine esterna, quella che si offre ai visitatori provenienti da più o meno lontano, che un paese alla ricerca di visibilità turistica deve curare. Ed allora quali sono i soggetti istituzionali a cui è demandato tale impegno? Il Comune, certo, e poi la Pro Loco.
 “Incoming” è un termine anglosassone che delinea tale attività di richiamo fatta di eventi, iniziative culturali, visite guidate, eccetera. Come siamo messi sotto il profilo dell’incoming? L’aspetto del centro storico ci offre una risposta quantomai netta a tale domanda: borgo sempre più abbandonato a sé stesso e non percorribile in molte parti, per pericoli all’incolumità pubblica; il basolato di Via Roma devastato dai recenti lavori per la fibra internet; arredo urbano inesistente o, al più, ridotto a una ventina di ombrelli appesi, che un colpo di vento un po' più forte (o il transito di un mezzo pesante) potrebbe sganciare e, di conseguenza causare pericoli; il recupero del Palazzo Ducale, causa prima di contenziosi che vedono contrapposti il Comune da una parte, proprietario di parte del piano nobile, e una serie di altri condomini dall’altra; la Sagra al Borgo ripetuta sempre con lo stesso obsoleto format da ormai cinquant’anni.   Le iniziative culturali sono ormai solo un lontano ricordo.
Nel quadro a tinte fosche delineato si fanno annunci altisonanti, che poi non si concretizzano quasi mai nella realtà… ricordate il trionfalismo nell’annunciare l’imminente recupero della zona archeologica delle Grotte di Seiano, aprile 2021, (https://www.v-news.it/pietramelara-grotte-di-seiano-390-000-euro-per-il-recupero/), a distanza di anni non si è visto altro che nulla!
 

sabato 28 marzo 2026

WANTED

 


La vicenda più giornalistica che giudiziaria, che ha coinvolto  un nostro concittadino la dice lunga sul modo di fare giornalismo nel nostro tempo. Si tratta di una persona proveniente da una famiglia contadina, di ottima reputazione, i cui valori sono quelli comuni a tante realtà rurali come la nostra.
La notizia, apparsa in cronaca un paio di giorni fa, parla di un latitante che aveva cercato di riciclarsi come pastore, arrestato in seguito a un’intensa attività investigativa… roba da pazzi!
Se fosse stato arrestato un criminale dello stampo di Totò Riina o, che so … Vito Corleone, padrino nel famoso film omonimo degli anni settanta, non si sarebbe scatenata una maggiore eco mediatica: articoli di giornale, videogiornali diffusi dal web, notizie passate sui social. Il volto di costui, sulla foto di copertina di numerosi articoli diffusi sui social, ricorda i “wanted”, dei film western, che offrivano taglie per la cattura di criminali (vedi foto di copertina).
I commenti sui social, provenienti dalla popolazione pietramelarese, che conosce la natura di questo uomo, per fortuna riportano una vibrata protesta verso tale tipo di giornalismo  sensazionalista, che non si cura affatto delle ripercussioni di quanto si scrive, ma mira solo ad accumulare dei click forieri di incassi e guadagno. E poi, dall’altra parte le forze dell’ordine che, per brama di visibilità, diramano comunicati che definire esagerati significa essere animati dalla benevolenza.
Il protagonista della nostra storia avrà pur commesso qualche errore, ma stando ai capi di accusa (false attestazioni, sostituzione di persona, ecc.)  nulla al confronto di quanti, dalle nostre parti prosperano su attività ben più illegali, se non criminali.
Il web è uno strumento potente, molto più della carta stampata, proprio per questo va usato con responsabilità verso le persone oggetto di cronaca e, soprattutto, verso coloro che leggono, a volte non conoscendo l’esatta natura dei fatti riportati, e pertanto fortemente a rischio di essere fuorviati da quanto riportato.

martedì 24 marzo 2026

Pietramelara divisa al voto

 

Anche a Pietramelara si è risvegliato l’interesse per la politica! Se guardiamo i risultati finali dello spoglio si vede che l’affluenza ai seggi si è allineata, con qualche decimale in meno, alla media nazionale (vedi immagine di copertina). Ritengo sia un particolare importante, se passiamo poi alle considerazioni sulla composizione del voto siamo al sostanziale pareggio: appena cinque voti di scarto a favore del “si”. L’elettorato di casa nostra si è diviso in parti uguali fra coloro che avrebbero preferito che la riforma costituzionale, oggetto della richiesta referendaria, diventasse attuativa e coloro che, invece, preferivano il contrario. L’importante, ripeto, è che il voto sia stato espresso da una sostanziale fetta della popolazione.
Per quanto mi riguarda ho votato convintamente “si” perché da tempo persuaso della necessità di non creare confusione fra due figure estremamente diverse nel nostro ordinamento: il magistrato inquirente e il giudice; a costoro spettano mansioni diverse e confliggenti, la terzietà del giudice nel giudizio e nell’emissione della sentenza non è piena se chi accusa e chi giudica sono colleghi e, a volte, si danno del tu.  Inoltre, non capisco il motivo in base al quale nessun magistrato debba rispondere dei propri errori.
Ciò premesso, tuttavia, ritengo che l’errore di strategia commesso dalla Presidente del Consiglio e dai suoi accoliti sia stato quello di dare alla politica troppo spazio nella campagna elettorale referendaria. E forse anche l’altra parte, quella che ha prevalso, non si è tirata indietro dal “buttarla in politica”, anche se con accenti totalmente differenti. Ha giocato a favore del “no” anche la situazione internazionale attuale, con i conflitti in corso ed il comportamento ondivago del Presidente degli USA, le ripercussioni economiche di un conflitto acceso in aperta violazione del diritto internazionale e la reazione timida del nostro governo. Non sono d’accordo con chi dice “l’Italia non vuole cambiare”, soprattutto se vedo che, dalle stime, oltre il 60% dei votanti giovani hanno preferito opporsi alla riforma costituzionale. Tale riforma, proprio per la sua importanza, andava discussa nelle aule parlamentari, non blindata, anche perché significative minoranze nel centro sinistra erano a favore della separazione delle carriere e di altri segmenti della riforma stessa.

martedì 6 gennaio 2026

LIBERI LIBERI

 

Il fatto che qui da noi, a Pietramelara, la cultura non sia stata mai un concetto astratto o lontano nel tempo e nello spazio, è confermato da questo articolo, da me scritto nel 2006 per la carta stampata, riemerso quasi per caso dai miei corposi archivi. Il teatro è una delle forme in cui a Pietramelara si è espressa la cultura in senso lato, accanto a svariati scrittori che a più riprese hanno dato alle stampe opere di saggistica e narrativa, e a coloro che, come il vostro blogger scribacchiante, hanno preferito la comunicazione. Le radici storiche delle rappresentazioni teatrali a Pietramelara vanno da quello che doveva essere un “teatro stabile” nel vero senso della parola, sito in locale terraneo del Palazzo Ducale Caracciolo, agli inizi del XX secolo, alle varie riprese della Passione, con un numero molto elevato di attori e figuranti, fino ai giorni nostri.
C’è poi chi è voluto andare oltre, giungendo a mettere in piedi una vera e propria compagnia teatrale, agli inizi del secolo che stiamo vivendo: ecco a voi l’articolo.
“I fermenti culturali esistenti nell’ambito della comunità, con l’avvicinarsi delle feste natalizie fanno sentire tutta la loro forza, tutto il loro spumeggiante modo di impattare su di essa. Parliamo della rappresentazione teatrale che si terrà nel week end di fine anno (venerdì 29 e sabato 30 dicembre) nei locali della nuova palestra comunale, e che sarà portata in scena grazie alla compagnia locale “Liberi Liberi”. L’opera che va ad essere rappresentata, “Premiata Pasticceria Bellavista”, è dovuta all’estro ed alla creatività comica di Vincenzo Salemme, attore ed autore teatrale partenopeo, proveniente dalla grande “scuola eduardiana” e di cui si sente parlare sempre più spesso, negli ultimi tempi. Presieduta da Franco Tabacchino e con la direzione artistica di Gino Lauro, la compagnia, con il nome che si è dato, ha voluto lanciare un chiaro ed inequivocabile messaggio di indipendenza. Di essa fanno parte, nello staff Enza Bonafiglia, Mena Colapietro, Patrizia Chiodi, Luigia Bonafiglia, Pasquale Cuccaro, Antonio Tabacchino, Nicola Del Sesto, Raffaele Palazzo e nel cast Francesco Tabacchino, Gianni Paolo Leonardo, Giuseppe Zarone, Gino Lauro, Federica Munno, Gilda Della Torre, Nicolina Masiello, Giuseppe Guadagno, Marinella Di Lauro e Giovanni Bonafiglia”.
In un tempo in cui molte cose sembrano essere state messe da parte, e nel quale l’intero universo culturale si riassume e si concretizza nell’esibizione di una banda, ritornare con la mente e la memoria a chi ha cercato di fare teatro a Pietramelara, non sembra fuori posto.

sabato 27 dicembre 2025

A PROPOSITO DEI FURTI

 

Le festività natalizie hanno portato a Pietramelara e ai pietramelaresi un dono inatteso e poco gradito: i furti in appartamento. Ovvia la reazione di istituzioni, della cittadinanza e della stampa locale sui social: c’è chi dice “ho fatto già tutto io, il problema non esiste”, e viene sbugiardato da una recrudescenza dei furti, tra i quali quello rocambolesco di ieri sera, a ridosso di via Europa. Chi grida poi “ben vi sta!”; chi infine evoca ronde alla stregua mediopadana.
A parere di chi scrive le responsabilità di questa situazione, purtroppo normale altrove, ma difficile e preoccupante da noi, poco avvezzi a questo tipo di cose, è molteplice perché riguarda una pluralità di soggetti, il Comune certo, ma anche le forze dell’ordine (gravate da turni solo diurni e da croniche deficienze di organico) e, non ultima la cittadinanza.
Le domande imposte da questo stato di cose sono svariate. Ma questo sistema di video sorveglianza è stato davvero implementato? Non si vuole conoscere l’esatta ubicazione delle telecamere, sarebbe una violazione della riservatezza insita in tale tipo di cose ma, l’efficienza di tale sistema è stata testata in modo serio, ed ancora qual è il costo connesso? Perché se tale sistema, messo in piedi decine di anni or sono, almeno sulla carta e nei bilanci comunali, non ha prodotto frutti un motivo ci deve pur essere!
La sicurezza e la serenità dei cittadini è un bene immateriale di importanza superiore a ogni altro, pertanto va tutelata con ogni mezzo. Ben vengano i gruppi what’s app, essi servono a interconnettere i cittadini e a scambiarsi informazioni in tempo reale, ma il loro apporto si limita a questo. Faccio ammenda anche io che,  tempo fa, invocavo una maggior frequenza del centro del paese come misura preventiva (https://scribacchiandoperme.blogspot.com/2014/11/riprendiamoci-il-nostro-paese.html) ma poi come si vede ultimamente, i furti si concentrano maggiormente nelle periferie. Cosa dobbiamo aspettarci… è evidente che qualche basista locale ben informato indirizza i malviventi: individuato costui o (chissà) costoro,  e assicuratolo alla Giustizia il problema dovrebbe ridursi o, come auspico, azzerarsi.  

sabato 6 dicembre 2025

CIAO CAPELLONE

 


E così è andato via anche il caro Enzo, simbolo, forse ultimo, di quella bella gioventù pietramelarese vissuta fra gli anni settanta e ottanta. Era quella la Pietramelara con la gioventù che tutti invidiavano nei paesi limitrofi, con i ragazzi e le ragazze belle ed eleganti … ed Enzo con il suo modo di fare, guascone ed irriverente, divenne un punto di riferimento ammirato da noi tutti. “Ju capellone”, era il soprannome che si portava addosso, con un pizzico di vanità per quella sua chioma che arrivava a sfiorare le spalle. Il lavoro che si era scelto, quello del camionista, in linea con i caratteri che ho delineato, lo rese una sorta di “marinaio dell’asfalto”, con le relative implicazioni e le sfaccettature tipiche. Chi di noi non ha invidiato le donne bellissime che ha frequentato, le sue moto, le sue auto veloci? Ma oltre quel modo di essere e di agire, un cuore veramente grande e generoso!
Un’infanzia, la sua, caratterizzata dalla perdita prematura del padre, perito in un incidente, poi la gioventù, accanto alla mamma Bettinella, sempre preoccupata e in ansia per quel suo unico figlio; sopravvenuta la maturità il cambio dell’occupazione: abbandono della cabina di guida per un lavoro tranquillo, da impiegato pubblico… e anche in tale circostanza Enzo seppe conquistare la stima dei colleghi e dei superiori. Infine la pensione e la malattia; quest’ultima lo ha allontanato dai luoghi che amava frequentare, ma in tanti, come me, a vedere quella panchina al sole su cui soleva trattenersi, ormai vuota da qualche tempo, presagivano che di li a poco la nostra ciarliera Pietramelara si sarebbe privata di un’importante tessera del suo variopinto mosaico.
Un saluto a te caro Enzo, ed un abbraccio di conforto a Maria ed ai tuoi figli.
Francesco