Scribacchiando per me

Scribacchiando per me
il blog di un pietramelarese

martedì 6 gennaio 2026

LIBERI LIBERI

 

Il fatto che qui da noi, a Pietramelara, la cultura non sia stata mai un concetto astratto o lontano nel tempo e nello spazio, è confermato da questo articolo, da me scritto nel 2006 per la carta stampata, riemerso quasi per caso dai miei corposi archivi. Il teatro è una delle forme in cui a Pietramelara si è espressa la cultura in senso lato, accanto a svariati scrittori che a più riprese hanno dato alle stampe opere di saggistica e narrativa, e a coloro che, come il vostro blogger scribacchiante, hanno preferito la comunicazione. Le radici storiche delle rappresentazioni teatrali a Pietramelara vanno da quello che doveva essere un “teatro stabile” nel vero senso della parola, sito in locale terraneo del Palazzo Ducale Caracciolo, agli inizi del XX secolo, alle varie riprese della Passione, con un numero molto elevato di attori e figuranti, fino ai giorni nostri.
C’è poi chi è voluto andare oltre, giungendo a mettere in piedi una vera e propria compagnia teatrale, agli inizi del secolo che stiamo vivendo: ecco a voi l’articolo.
“I fermenti culturali esistenti nell’ambito della comunità, con l’avvicinarsi delle feste natalizie fanno sentire tutta la loro forza, tutto il loro spumeggiante modo di impattare su di essa. Parliamo della rappresentazione teatrale che si terrà nel week end di fine anno (venerdì 29 e sabato 30 dicembre) nei locali della nuova palestra comunale, e che sarà portata in scena grazie alla compagnia locale “Liberi Liberi”. L’opera che va ad essere rappresentata, “Premiata Pasticceria Bellavista”, è dovuta all’estro ed alla creatività comica di Vincenzo Salemme, attore ed autore teatrale partenopeo, proveniente dalla grande “scuola eduardiana” e di cui si sente parlare sempre più spesso, negli ultimi tempi. Presieduta da Franco Tabacchino e con la direzione artistica di Gino Lauro, la compagnia, con il nome che si è dato, ha voluto lanciare un chiaro ed inequivocabile messaggio di indipendenza. Di essa fanno parte, nello staff Enza Bonafiglia, Mena Colapietro, Patrizia Chiodi, Luigia Bonafiglia, Pasquale Cuccaro, Antonio Tabacchino, Nicola Del Sesto, Raffaele Palazzo e nel cast Francesco Tabacchino, Gianni Paolo Leonardo, Giuseppe Zarone, Gino Lauro, Federica Munno, Gilda Della Torre, Nicolina Masiello, Giuseppe Guadagno, Marinella Di Lauro e Giovanni Bonafiglia”.
In un tempo in cui molte cose sembrano essere state messe da parte, e nel quale l’intero universo culturale si riassume e si concretizza nell’esibizione di una banda, ritornare con la mente e la memoria a chi ha cercato di fare teatro a Pietramelara, non sembra fuori posto.

sabato 27 dicembre 2025

A PROPOSITO DEI FURTI

 

Le festività natalizie hanno portato a Pietramelara e ai pietramelaresi un dono inatteso e poco gradito: i furti in appartamento. Ovvia la reazione di istituzioni, della cittadinanza e della stampa locale sui social: c’è chi dice “ho fatto già tutto io, il problema non esiste”, e viene sbugiardato da una recrudescenza dei furti, tra i quali quello rocambolesco di ieri sera, a ridosso di via Europa. Chi grida poi “ben vi sta!”; chi infine evoca ronde alla stregua mediopadana.
A parere di chi scrive le responsabilità di questa situazione, purtroppo normale altrove, ma difficile e preoccupante da noi, poco avvezzi a questo tipo di cose, è molteplice perché riguarda una pluralità di soggetti, il Comune certo, ma anche le forze dell’ordine (gravate da turni solo diurni e da croniche deficienze di organico) e, non ultima la cittadinanza.
Le domande imposte da questo stato di cose sono svariate. Ma questo sistema di video sorveglianza è stato davvero implementato? Non si vuole conoscere l’esatta ubicazione delle telecamere, sarebbe una violazione della riservatezza insita in tale tipo di cose ma, l’efficienza di tale sistema è stata testata in modo serio, ed ancora qual è il costo connesso? Perché se tale sistema, messo in piedi decine di anni or sono, almeno sulla carta e nei bilanci comunali, non ha prodotto frutti un motivo ci deve pur essere!
La sicurezza e la serenità dei cittadini è un bene immateriale di importanza superiore a ogni altro, pertanto va tutelata con ogni mezzo. Ben vengano i gruppi what’s app, essi servono a interconnettere i cittadini e a scambiarsi informazioni in tempo reale, ma il loro apporto si limita a questo. Faccio ammenda anche io che,  tempo fa, invocavo una maggior frequenza del centro del paese come misura preventiva (https://scribacchiandoperme.blogspot.com/2014/11/riprendiamoci-il-nostro-paese.html) ma poi come si vede ultimamente, i furti si concentrano maggiormente nelle periferie. Cosa dobbiamo aspettarci… è evidente che qualche basista locale ben informato indirizza i malviventi: individuato costui o (chissà) costoro,  e assicuratolo alla Giustizia il problema dovrebbe ridursi o, come auspico, azzerarsi.  

sabato 6 dicembre 2025

CIAO CAPELLONE

 


E così è andato via anche il caro Enzo, simbolo, forse ultimo, di quella bella gioventù pietramelarese vissuta fra gli anni settanta e ottanta. Era quella la Pietramelara con la gioventù che tutti invidiavano nei paesi limitrofi, con i ragazzi e le ragazze belle ed eleganti … ed Enzo con il suo modo di fare, guascone ed irriverente, divenne un punto di riferimento ammirato da noi tutti. “Ju capellone”, era il soprannome che si portava addosso, con un pizzico di vanità per quella sua chioma che arrivava a sfiorare le spalle. Il lavoro che si era scelto, quello del camionista, in linea con i caratteri che ho delineato, lo rese una sorta di “marinaio dell’asfalto”, con le relative implicazioni e le sfaccettature tipiche. Chi di noi non ha invidiato le donne bellissime che ha frequentato, le sue moto, le sue auto veloci? Ma oltre quel modo di essere e di agire, un cuore veramente grande e generoso!
Un’infanzia, la sua, caratterizzata dalla perdita prematura del padre, perito in un incidente, poi la gioventù, accanto alla mamma Bettinella, sempre preoccupata e in ansia per quel suo unico figlio; sopravvenuta la maturità il cambio dell’occupazione: abbandono della cabina di guida per un lavoro tranquillo, da impiegato pubblico… e anche in tale circostanza Enzo seppe conquistare la stima dei colleghi e dei superiori. Infine la pensione e la malattia; quest’ultima lo ha allontanato dai luoghi che amava frequentare, ma in tanti, come me, a vedere quella panchina al sole su cui soleva trattenersi, ormai vuota da qualche tempo, presagivano che di li a poco la nostra ciarliera Pietramelara si sarebbe privata di un’importante tessera del suo variopinto mosaico.
Un saluto a te caro Enzo, ed un abbraccio di conforto a Maria ed ai tuoi figli.
Francesco

mercoledì 3 dicembre 2025

ZAMPOGNARI

 

L’intervista a questi due giovani (allora) uomini (nella foto di copertina), causò uno strappo fra il sottoscritto e la direzione del giornale per il quale scrivevo… mi dissero che i miei articoli interessavano poco i lettori, la linea editoriale era orientata alla cronaca nera e agli scandali della mala politica, e che dovevo farmi da parte. Me l’aspettavo… e l’articolo non uscì; cominciò a balenare proprio allora l’idea di scrivere (o scribacchiare) per me; idea che si concretizzò qualche tempo dopo, quando cominciai a comporre le pagine del blog che state leggendo.
Per fortuna conservo religiosamente i miei archivi e adesso, a distanza di tanto tempo posso riproporvi questo scritto che ha segnato per me un punto di svolta, riferito ad una tradizione natalizia molto suggestiva: gli zampognari.
“In un Natale sempre più mercificato e commerciale, assumono particolare importanza le cose e le persone in grado di far rivivere un passato, neppure troppo lontano, fatto di tradizioni e valori autentici. Gli zampognari, scomparsi da qualche decennio dalla nostre strade nel periodo natalizio, sono tornati per far rivivere simpaticamente quella tradizione, ed a custodirla dall’oblio; sono due abitanti della frazione Santa Croce, due amici di infanzia, che, evidentemente, avendo avvertito troppo la nostalgia, hanno pensato di far qualcosa in prima persona. Si tratta di Giuseppe Lombardo e Pietro De Fusco (oggi il primo richiesto artigiano il secondo ristoratore, ndr), che sentiti nel corso di un’esibizione, hanno affermato: “Abbiamo iniziato quasi per gioco, ma in poco tempo la passione per la zampogna e la ciaramella, ci ha cominciato a coinvolgere sempre di più. Le prime nozioni di musica le abbiamo apprese a scuola; abbiamo rispolverato questi rudimenti e da autodidatti abbiamo cominciato ad improvvisare. In seguito abbiamo conosciuto Enzo Maniscalco, maestro accordatore di Castelnuovo, frazione di Scapoli, capitale della zampogna e degli zampognari. Questo personaggio, oggi purtroppo invalido, ci ha comunicato tutto un mondo fatto di ricordi, tradizioni ma soprattutto di saperi antichi relativi a questi strumenti, simboli di una civiltà rurale purtroppo estinta. Da qualche tempo ci esibiamo nell’Alto Casertano, e ovunque ce lo chiedano; quest’anno abbiamo animato il presepe vivente di Roccaromana; il nostro repertorio si rifà alla tradizione degli zampognari dell’Appennino: pezzi forti la “Novena dell’Immacolata”, la “Novena di Natale”, “Tu scendi dalle stelle” appositamente riarrangiata, la voce è quella di Giuseppe”

martedì 25 novembre 2025

ANALISI DEL VOTO LOCALE

 


Anche in un scenario come quello pre elettorale a Pietramelara, nel quale si è giocato – ed è evidente – a “carte scoperte”, non è semplice analizzare il voto per il rinnovo del Consiglio Regionale e per l’elezione del Presidente… certo ci saranno sicuramente i meglio informati del sottoscritto blogger scribacchiante, ma tant’é. Veramente scarsa la partecipazione al voto, in calo di circa otto punti rispetto all’analoga consultazione del settembre 2020, in pieno lockdown: si è passati dal 50,48% a 42,57%.
Tuttavia il primo dato che balza agli occhi è che nessun partito ha superato il 20% dei suffragi espressi: il Movimento 5 stelle ci si è avvicinato, ma questo risultato estremamente positivo deriva dalla somma di varie componenti. Le origini del Prof. Raffaele Aveta, candidato 5stelle che ha conquistato un seggio in consiglio, sono in parte pietramelaresi, e molti ancora ricordano suo nonno Gianni Sorbo, sindaco tra gli anni settanta e gli ottanta, inoltre è stato sostenuto da Giovanni Zarone ed altri della maggioranza consiliare, ed infine l’anima populista, che caratterizza l’elettorato pentastellato è evidentemente presente qui da noi… comunque congratulazioni Professor Aveta!
Segue per consensi Forza Italia, trainata da un candidato forte come Giovanni Zannini (15,5%), ricordiamo che Mario D’Ovidio, suo principale attivista in paese, in giugno si è accostato alla maggioranza consiliare; non è un risultato entusiasmante, ad esempio se confrontato con quello della vicina Roccaromana la cui amministrazione è stata compattamente schierata con Zannini, facendogli raggiungere e superare il 33% dei voti, oppure con Riardo, in cui l’ appoggio di sindaco e sodali ha permesso al partito di Zannini di superare il 20% .
Per tornare qui da noi, a Pietramelara il terzo gradino del podio, è toccato “a ruota” al Partito Democratico con il 15,3% dei voti, seguito da Fratelli d’Italia, che sfiora il 15%. C’era da aspettarsi che il poco lusinghiero 12% dei voti andati alla Lega si verificasse, nonostante il sostegno locale; un partito nato in funzione antimeridionale non sarebbe potuto andare meglio in un comune come il nostro, denso di contraddizioni e problemi socio/economici.
Appare chiaro che, nell’incertezza di una terza candidatura e di un terzo mandato, il nostro sindaco non sia stato particolarmente interessato a misurare l’attuale propria forza elettorale, e così abbia ordinato un “rompete le righe”, lasciando che parti della propria maggioranza facessero campagna elettorale ognuno per proprio conto.

martedì 18 novembre 2025

A QUALCHE GIORNO DALLE ELEZIONI UN QUADRO DEPRIMENTE

 

La tradizionale classifica pre natalizia della qualità della vita del quotidiano “Italia Oggi” per il 2025 restituisce un Paese peggiorato di poco rispetto allo scorso anno ma meno polarizzato. Milano si conferma in cima, seguita da Bolzano e Bologna, mentre Trento, Padova e Verona consolidano la forza del Nord-Est. Rispetto al 2024, la media della classifica generale è scesa di 30 punti. Il Nord e il Centro restano ai vertici, il Mezzogiorno riduce le cadute più profonde, ma non accorcia davvero la distanza. Alcune province del Sud, come Cagliari e Lecce, mostrano segni di resilienza che un tempo sembravano impossibili. Non si tratta di un ribaltamento, ma di un riequilibrio: il quadro che emerge dalla classifica generale è quello di un'Italia con una qualità della vita compressa verso il centro della classifica. Nelle grandi città il ritmo di crescita si è rallentato; sono invece le realtà intermedie – Lucca, Prato, Rimini, Treviso – a muovere la classifica, segnando la vitalità diffusa di un tessuto urbano medio che si fa più competitivo.
La classifica di Italia Oggi – Ital Communications, in collaborazione con l’Università La Sapienza di Roma, è stilata sulla base di 92 indicatori, suddivisi in nove macro-categorie: “Affari e Lavoro”, “Ambiente”, “Istruzione”, “Popolazione”, “Reati e Sicurezza”, “Reddito e Ricchezza”, “Salute”, “Sicurezza Sociale” e “Turismo e Cultura”. Alla provincia con il posizionamento migliore vengono assegnati mille punti, mentre zero a quella peggiore. Le 107 province, a seconda del loro punteggio, vengono poi divise in quattro gruppi: “Buona”, “Accettabile”, “Discreta”, “Insufficiente”.
Le nostre cinque province campane ovunque non brillano ma, mentre Salerno, Avellino e Benevento tendono ad una qualità della vita “discreta”, secondo i parametri in esame, Caserta e Napoli si confermano nei gradini più bassi della classifica; con una insufficienza assoluta per ognuno di essi.
In particolare Caserta, un tempo “Terra di Lavoro”, continua a perdere punti, anche se pochi, confermando le basse posizioni in classifica. Siamo solo al 93simo posto su 107 province italiane; quello che può apparire più strano ed inaspettato è il punteggio elevato per i due parametri “Sicurezza sociale” (624 punti) e “reati e sicurezza” (680 punti); la qualità ambientale e così così (456 punti), accettabile anche il dato della popolazione (506 punti). I due parametri “Reddito e Ricchezza” e “Affari e Lavoro”, che nel 2024 avevano conseguito un punteggio già basso di per se¸ per il primo nel 2025 si è abbassato ulteriormente, passando da 264 a 148 punti, quasi dimezzandosi, per il secondo ha mantenuto un infimo 222 punti: anche se è evidente che il cosiddetto “sommerso” non viene computato c’è veramente poco da esser contenti!
L’analisi delle cause di questo deprimente quadro va riferita in primo luogo ad una classe dirigente composta da politici più orientati a ricreare una sorta di “feudalesimo del terzo millennio” che al progresso delle comunità amministrate; a meno di una settimana dalle elezioni per il rinnovo del Consiglio Regionale assistiamo inermi a “cambi di giacchetta” dall’uno all’altro schieramento; inoltre il partito che ha nei propri programmi quello di accentuare le distanze fra il Nord e Sud d’Italia, gode dalle nostre parti  di particolari e masochistici consensi. Non ci resta che affidarci a qualche Santo e Amen.

per saperne di più consultate il link (https://qualitadellavita.italiaoggi.it/) 

sabato 15 novembre 2025

DUE EVENTI COLLEGATI

 

Due eventi quelli di oggi, apparentemente indipendenti, tuttavia associati ad un tema comune: il cibo.
Parlo della "Giornata della Cucina Italiana" che non è un evento singolo, ma rientra nell'ambito della X Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, che si terrà in vari periodi nel 2025, con un tema centrale su "La cucina italiana tra cultura, salute e innovazione"  dal 18 al 21 novembre sostenuta dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. 
Inoltre oggi sabato 15 novembre 2025, in più di 11.600 supermercati in tutta Italia, torna la Giornata Nazionale della Colletta Alimentare, per donare la spesa a chi è in difficoltà! Gli alimenti richiesti quest'anno sono: olio, verdure e legumi in scatola, tonno e carne in scatola, conserve di pomodoro e sughi pronti, alimenti per l'infanzia e riso.
Per quanto attiene la giornata della cucina italiana, quest’anno l’iniziativa pone l’accento sulla sua dimensione culturale e innovativa, anche in considerazione della sua candidatura a Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO, nonché sugli aspetti legati alla nutrizione e alla salute, in linea con la posizione italiana alla Quarta Riunione di Alto Livello sulla prevenzione e il controllo delle malattie non trasmissibili.
La cucina italiana non è nata in un unico momento, ma ha origini antichissime che si sono evolute attraverso secoli di influenze culturali e scambi. Le sue radici risalgono al IV secolo a.C. con le civiltà greche e romane, che hanno introdotto tecniche e ingredienti che hanno plasmato la base della gastronomia italiana. Un passaggio cruciale è stato l'arrivo nel XVI secolo di nuovi ingredienti dal Nuovo Mondo, come il pomodoro e il mais, che l'hanno arricchita.
Invece alla giornata della colletta alimentare, giunta nel 2025 alla 22sima edizione, è correlato, purtroppo, anche il doloroso tema dello spreco alimentare in Italia calato (diciamolo) di 95 grammi per persona rispetto all'anno precedente, non sprecare il cibo è un imperativo etico in tempi in cui una famiglia italiana su dieci ha difficoltà nel mettere un piatto a tavola.
A questo punto vorrei calare il discorso tra gli stretti confini della nostra comunità; la civiltà contadina, da cui proveniamo, non ammetteva che nulla si sprecasse; l’esempio più lampante, fino ad essere divenuto proverbiale, è quello dell’uccisione del maiale in casa: nulla del povero suino veniva non usato cibandosene! Pelle, orecchie, piedi, interiora, persino le ossa venivano ricotte dopo essere state scarnite per prelevare quel po’ di carne che vi era rimasta attaccata. Altro particolare molto esemplificativo che conferma quella filosofia alimentare, è quello del cosiddetto “auciato”... i miei quattro lettori forse non ne avranno sentito parlare neppure una volta: quando in ogni casa veniva fatto il pane, la pasta che rimaneva aderente alla “martula” (la madia, ndr), dopo aver formato i panelli, veniva attentamente raschiata e utilizzata per confezionare una sorta di tarallo di pane, appunto l’auciato, offerto per lo più ai bambini presenti alla  panificazione.
Come ho cercato di illustrare, tradizione, solidarietà alimentare, e le produzioni tipiche che hanno fatto grande e famosa nel mondo la cucina italiana, oggi celebrata, derivano da un’unica e corretta, seppur dimenticata, filosofia di alimentazione e di vita, che eticamente va ripresa!