Buon parterre e relatori
preparati nonché inseriti nel contesto oggetto di discussione, questo, a mio
giudizio, il consuntivo del convegno dal titolo: “Dalla terra alla tavola, le
sfide dell’agricoltura moderna tra innovazione e trazione”, nell’ambito della I
edizione della Festa Dell’Agricoltura, sabato 27 e Domenica 28 Giugno, a
Pietramelara, organizzata dall’associazione “C’era una volta”.
Il convegno si è tenuto ieri pomeriggio nel salone del piano nobile del Palazzo Ducale Caracciolo. Dopo i saluti di rito da parte dell’Amministrazione Comunale ospitante, la parola a due giovani imprenditori agricoli del territorio, Davide Letizia e Felice Orsi, ambedue operanti nel settore allevatoriale e lattiero caseario, forti della viva esperienza sul campo, hanno esposto le criticità con le quali si confrontano, giorno per giorno: carenza di manodopera, margini di guadagno ridotti, avversità climatiche, i danni prodotti dalla fauna selvatica, i pericoli e le ansie derivanti dai conflitti in corso. Di particolare interesse il passaggio relativo alla “sostenibilità sociale” degli allevamenti, che si somma a quella economica ed ambientale. Mutuando quanto detto:” … a volte chi vive in paese gode di vantaggi che non conosce il cittadino metropolitano: aria pulita, clima migliore, assenza di traffico veicolare… ma poi lo stesso abitante di un borgo o di un paese, non sopporta l’odore forte del letame prodotto, il rumore delle macchine, la polvere che si solleva per le lavorazioni al terreno, e qualche mosca in più in prossimità degli allevamenti”. Sono parole del giovane Letizia, allevatore di bufale di seconda generazione.
Sono seguiti gli interventi della Coldiretti, nelle persone del direttore provinciale Miselli e del responsabile di zona Paolino: forte la denuncia per le distorsioni del mercato globalizzato dei prodotti agro/alimentari, in particolare per il grano. I presidenti degli ordini professionali degli agronomi, periti agrari e geometri Emilia Cangiano, Filippo Farina e Aniello Della Valle, hanno sottolineato la necessità di una rete di filiera, che colleghi le varie professioni alle aziende.
Che dire? Giudizio positivo, nonostante la politica che, quant’anche in scaletta, ha dato forfait. Tuttavia, ed inoltre, il vostro blogger scribacchiante lamenta l’assenza di un intervento dei soggetti istituzionali che operano all’interno del sistema agro zootecnico e silvo pastorale: Comunità Montana, Provincia, Regione; forse, anzi certo, tale inserimento riguarderà le edizioni future della Festa e del Convegno!
Il convegno si è tenuto ieri pomeriggio nel salone del piano nobile del Palazzo Ducale Caracciolo. Dopo i saluti di rito da parte dell’Amministrazione Comunale ospitante, la parola a due giovani imprenditori agricoli del territorio, Davide Letizia e Felice Orsi, ambedue operanti nel settore allevatoriale e lattiero caseario, forti della viva esperienza sul campo, hanno esposto le criticità con le quali si confrontano, giorno per giorno: carenza di manodopera, margini di guadagno ridotti, avversità climatiche, i danni prodotti dalla fauna selvatica, i pericoli e le ansie derivanti dai conflitti in corso. Di particolare interesse il passaggio relativo alla “sostenibilità sociale” degli allevamenti, che si somma a quella economica ed ambientale. Mutuando quanto detto:” … a volte chi vive in paese gode di vantaggi che non conosce il cittadino metropolitano: aria pulita, clima migliore, assenza di traffico veicolare… ma poi lo stesso abitante di un borgo o di un paese, non sopporta l’odore forte del letame prodotto, il rumore delle macchine, la polvere che si solleva per le lavorazioni al terreno, e qualche mosca in più in prossimità degli allevamenti”. Sono parole del giovane Letizia, allevatore di bufale di seconda generazione.
Sono seguiti gli interventi della Coldiretti, nelle persone del direttore provinciale Miselli e del responsabile di zona Paolino: forte la denuncia per le distorsioni del mercato globalizzato dei prodotti agro/alimentari, in particolare per il grano. I presidenti degli ordini professionali degli agronomi, periti agrari e geometri Emilia Cangiano, Filippo Farina e Aniello Della Valle, hanno sottolineato la necessità di una rete di filiera, che colleghi le varie professioni alle aziende.
La memoria per l’agricoltura del dopoguerra è stata
rinvangata dallo storico locale Domenico Caiazza, che ha ripercorso, con la
mente di un bambino vissuto fra gli anni '50 e '60, il modo in cui si sia evoluto
il sistema agricolo e silvo/pastorale, da allora a oggi. Mutuando il noto
esordio del monologo del Marcantonio shakespiriano, ha esordito con queste
parole: “Non sono qui per elogiare l’agricoltura della mia infanzia ma per
seppellirla”. Discorso pegno di riferimenti storici e sociali.
Le conclusioni sono state tratte da Pasquale Lombari,
giovane agronomo e agricoltore pietramelarese, che ha voluto ripercorrere i
punti salienti degli interventi che si sono susseguiti.Che dire? Giudizio positivo, nonostante la politica che, quant’anche in scaletta, ha dato forfait. Tuttavia, ed inoltre, il vostro blogger scribacchiante lamenta l’assenza di un intervento dei soggetti istituzionali che operano all’interno del sistema agro zootecnico e silvo pastorale: Comunità Montana, Provincia, Regione; forse, anzi certo, tale inserimento riguarderà le edizioni future della Festa e del Convegno!








