Il fatto che qui da noi, a
Pietramelara, la cultura non sia stata mai un concetto astratto o lontano nel
tempo e nello spazio, è confermato da questo articolo, da me scritto nel 2006
per la carta stampata, riemerso quasi per caso dai miei corposi archivi. Il
teatro è una delle forme in cui a Pietramelara si è espressa la cultura in
senso lato, accanto a svariati scrittori che a più riprese hanno dato alle
stampe opere di saggistica e narrativa, e a coloro che, come il vostro blogger
scribacchiante, hanno preferito la comunicazione. Le radici storiche delle
rappresentazioni teatrali a Pietramelara vanno da quello che doveva essere un
“teatro stabile” nel vero senso della parola, sito in locale terraneo del
Palazzo Ducale Caracciolo, agli inizi del XX secolo, alle varie riprese della
Passione, con un numero molto elevato di attori e figuranti, fino ai giorni
nostri.
C’è poi chi è voluto andare oltre, giungendo a mettere in piedi una vera e propria compagnia teatrale, agli inizi del secolo che stiamo vivendo: ecco a voi l’articolo.
“I fermenti culturali esistenti nell’ambito della comunità, con l’avvicinarsi delle feste natalizie fanno sentire tutta la loro forza, tutto il loro spumeggiante modo di impattare su di essa. Parliamo della rappresentazione teatrale che si terrà nel week end di fine anno (venerdì 29 e sabato 30 dicembre) nei locali della nuova palestra comunale, e che sarà portata in scena grazie alla compagnia locale “Liberi Liberi”. L’opera che va ad essere rappresentata, “Premiata Pasticceria Bellavista”, è dovuta all’estro ed alla creatività comica di Vincenzo Salemme, attore ed autore teatrale partenopeo, proveniente dalla grande “scuola eduardiana” e di cui si sente parlare sempre più spesso, negli ultimi tempi. Presieduta da Franco Tabacchino e con la direzione artistica di Gino Lauro, la compagnia, con il nome che si è dato, ha voluto lanciare un chiaro ed inequivocabile messaggio di indipendenza. Di essa fanno parte, nello staff Enza Bonafiglia, Mena Colapietro, Patrizia Chiodi, Luigia Bonafiglia, Pasquale Cuccaro, Antonio Tabacchino, Nicola Del Sesto, Raffaele Palazzo e nel cast Francesco Tabacchino, Gianni Paolo Leonardo, Giuseppe Zarone, Gino Lauro, Federica Munno, Gilda Della Torre, Nicolina Masiello, Giuseppe Guadagno, Marinella Di Lauro e Giovanni Bonafiglia”.
In un tempo in cui molte cose sembrano essere state messe da parte, e nel quale l’intero universo culturale si riassume e si concretizza nell’esibizione di una banda, ritornare con la mente e la memoria a chi ha cercato di fare teatro a Pietramelara, non sembra fuori posto.
C’è poi chi è voluto andare oltre, giungendo a mettere in piedi una vera e propria compagnia teatrale, agli inizi del secolo che stiamo vivendo: ecco a voi l’articolo.
“I fermenti culturali esistenti nell’ambito della comunità, con l’avvicinarsi delle feste natalizie fanno sentire tutta la loro forza, tutto il loro spumeggiante modo di impattare su di essa. Parliamo della rappresentazione teatrale che si terrà nel week end di fine anno (venerdì 29 e sabato 30 dicembre) nei locali della nuova palestra comunale, e che sarà portata in scena grazie alla compagnia locale “Liberi Liberi”. L’opera che va ad essere rappresentata, “Premiata Pasticceria Bellavista”, è dovuta all’estro ed alla creatività comica di Vincenzo Salemme, attore ed autore teatrale partenopeo, proveniente dalla grande “scuola eduardiana” e di cui si sente parlare sempre più spesso, negli ultimi tempi. Presieduta da Franco Tabacchino e con la direzione artistica di Gino Lauro, la compagnia, con il nome che si è dato, ha voluto lanciare un chiaro ed inequivocabile messaggio di indipendenza. Di essa fanno parte, nello staff Enza Bonafiglia, Mena Colapietro, Patrizia Chiodi, Luigia Bonafiglia, Pasquale Cuccaro, Antonio Tabacchino, Nicola Del Sesto, Raffaele Palazzo e nel cast Francesco Tabacchino, Gianni Paolo Leonardo, Giuseppe Zarone, Gino Lauro, Federica Munno, Gilda Della Torre, Nicolina Masiello, Giuseppe Guadagno, Marinella Di Lauro e Giovanni Bonafiglia”.
In un tempo in cui molte cose sembrano essere state messe da parte, e nel quale l’intero universo culturale si riassume e si concretizza nell’esibizione di una banda, ritornare con la mente e la memoria a chi ha cercato di fare teatro a Pietramelara, non sembra fuori posto.





