Ascoltavo la radio stamattina
mentre facevo la solita passeggiata, ed ho sentito la notizia: oggi, come ogni
anno il 7 luglio si celebra la Giornata mondiale del Cioccolato, conosciuta
anche come World Chocolate Day; questa ricorrenza rende omaggio a uno degli
alimenti più amati al mondo e ricorda, secondo la tradizione più diffusa, la
nascita della prima tavoletta di cioccolato nel 1847. Essa dal 2009 celebra
l'arrivo del cioccolato come una rivoluzione, nonostante l'iniziale ritrosia di
noi europei nel maneggiare quei semi di cacao che secondo gli Aztechi e i Maya
avevano poteri taumaturgici e afrodisiaci (e non avevano tutti i torti). Erano
loro a chiamare il cioccolato “cibo degli dei”.
Il motivo per cui la Giornata Mondiale del Cioccolato si festeggia il 7 luglio è legato proprio alla nascita – nel 1847 – della prima tavoletta grazie a Joseph Storrs Fry, fondatore della J.S. Fry & Sons, che riuscì a creare una pasta modellabile aggiungendo burro di cacao fuso al cacao in polvere
Inizialmente - dicevamo - quei semi di cacao non ebbero grande successo, gli europei ai tempi non erano abituati a sapori così amari, e nutrivano un certo scetticismo, finché i Gesuiti - grandi esperti di miscelazioni - cominciarono ad abbinarlo a ingredienti dolci come lo zucchero di canna e la vaniglia inventando di fatto la prima cioccolato calda.
Prima della prima Rivoluzione Industriale il cioccolato era comunque molto costoso, un lusso che potevano concedersi solo i ricchi, finché si è cominciato a sperimentare con nuove lavorazioni che hanno definitivamente contribuito alla sua diffusione su larga scala. Prima della tavoletta di Fry, nel 1828 il chimico olandese Coenraad Johannes van Houten cominciò a trattare i semi con dei sali, creando la polvere di cacao. Poi inventò la pressa, che consentiva di separare la parte grassa del burro di cacao dalle fave tostate e quindi ricavare cacao magro. La tavoletta nacque nel 1847, e poi, in seguito, del primo cioccolato al latte (1875) e di quello bianco (nel 1930).
L’Italia ha detto la sua anche in questo campo con grandi marchi industriali, che hanno fatto della qualità un fondamentale strumento di marketing: Perugina e Ferrero e tanti altri di dimensioni inferiori. A Ferrero, va riconosciuto il grande merito dell’invenzione della Nutella, crema spalmabile di cacao e pasta di nocciole, tanto famosa da essere portata nello spazio, a bordo della Stazione Internazionale. A tale prodotto va associata la grande espansione, anche nelle nostre zone, della coltura del nocciolo.
Per concludere una nota di colore, attinta, come al solito, dai miei ricordi di bambino: quando in estate, uscivo con mio padre, ricordo una raccomandazione più volte ripetuta da mia madre: “… non comprargli il gelato al cioccolato”. Preoccupata com’era di vedermi ritirare con la maglietta sporca dopo aver mangiato quella delizia.
Il motivo per cui la Giornata Mondiale del Cioccolato si festeggia il 7 luglio è legato proprio alla nascita – nel 1847 – della prima tavoletta grazie a Joseph Storrs Fry, fondatore della J.S. Fry & Sons, che riuscì a creare una pasta modellabile aggiungendo burro di cacao fuso al cacao in polvere
Inizialmente - dicevamo - quei semi di cacao non ebbero grande successo, gli europei ai tempi non erano abituati a sapori così amari, e nutrivano un certo scetticismo, finché i Gesuiti - grandi esperti di miscelazioni - cominciarono ad abbinarlo a ingredienti dolci come lo zucchero di canna e la vaniglia inventando di fatto la prima cioccolato calda.
Prima della prima Rivoluzione Industriale il cioccolato era comunque molto costoso, un lusso che potevano concedersi solo i ricchi, finché si è cominciato a sperimentare con nuove lavorazioni che hanno definitivamente contribuito alla sua diffusione su larga scala. Prima della tavoletta di Fry, nel 1828 il chimico olandese Coenraad Johannes van Houten cominciò a trattare i semi con dei sali, creando la polvere di cacao. Poi inventò la pressa, che consentiva di separare la parte grassa del burro di cacao dalle fave tostate e quindi ricavare cacao magro. La tavoletta nacque nel 1847, e poi, in seguito, del primo cioccolato al latte (1875) e di quello bianco (nel 1930).
L’Italia ha detto la sua anche in questo campo con grandi marchi industriali, che hanno fatto della qualità un fondamentale strumento di marketing: Perugina e Ferrero e tanti altri di dimensioni inferiori. A Ferrero, va riconosciuto il grande merito dell’invenzione della Nutella, crema spalmabile di cacao e pasta di nocciole, tanto famosa da essere portata nello spazio, a bordo della Stazione Internazionale. A tale prodotto va associata la grande espansione, anche nelle nostre zone, della coltura del nocciolo.
Per concludere una nota di colore, attinta, come al solito, dai miei ricordi di bambino: quando in estate, uscivo con mio padre, ricordo una raccomandazione più volte ripetuta da mia madre: “… non comprargli il gelato al cioccolato”. Preoccupata com’era di vedermi ritirare con la maglietta sporca dopo aver mangiato quella delizia.

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