Scribacchiando per me

Scribacchiando per me
il blog di un pietramelarese

venerdì 17 novembre 2023

ROCCAROMANA-PIETRAMELARA. QUATTRO SECOLI DI CONTESE PER PUNTIGLIO

 

Mi è pervenuto per mano del Dr. Salvatore Licciardi, già in forza al Corpo Forestale dello Stato, un interessante documento datato 05 novembre 1910, centotredici anni fa; si tratta di un’ordinanza del Prefetto di Caserta, nella qualità di Regio Commissario Ripartitore dei demani comunali, destinata a comporre definitivamente una disputa territoriale fra i comuni di Pietramelara e il confinante Roccaromana. Il documento che si presenta in ottimo stato di conservazione, è redatto in carta bollata da Lire Cinque, scritto in bellissima calligrafia, e consta di ben 38 facciate; vi si delinea l’intrigato percorso storico/tecnico/giuridico che si concluse con l’accordo fra i due comuni. Oggetto del contendere una porzione del demanio boschivo del Monte Maggiore, dell’estensione di circa otto ettari, sita a ovest della località “Ciescocupo”; il territorio conteso inglobava la località “Orticella”. Per avere un’idea abbastanza precisa di cosa stiamo parlando, si veda la foto di copertina: la porzione di territorio contesa, di forma sub triangolare è racchiusa nella linea evidenziata. Il Prefetto emanò l’ordinanza a conclusione di un diffuso studio sul terreno ed in archivio, portato avanti dal Prof. Raffaele Alfonso Ricciardi, Agente demaniale, funzionario pubblico chiamato a risolvere tali problematiche, stratificatesi dal feudalesimo in poi, all’indomani dell’Unità Nazionale. Si tratta del Ricciardi presente in più pagine di questo blog scribacchiato, a proposito delle vicende che seguirono il sacco di Pietramelara, nel 1496 (http://scribacchiandoperme.blogspot.com/2016/09/la-chiesa-di-santagostino.html), (http://scribacchiandoperme.blogspot.com/2017/10/1496-pietramelara-dopo-il-sacco.html), e a proposito dello statuto che Pietramelara si diede nel medioevo (http://scribacchiandoperme.blogspot.com/2021/03/un-popolo-incline-alla-democrazia.html)
Ritornando al documento, la storia della contesa è lunga, il primo a farne menzione è il notaio Santoro Borrello nel 15 maggio 1561, redattore di una Platea del Feudo di Pietramelara, che cita taluni atti della Regia Camera della Sommaria (organo amministrativo, giurisdizionale e consultivo operante nei regimi angioino e aragonese nel Regno di Napoli, un antesignano del nostro TAR, ndr) del 1504. Nel suo studio il Ricciardi, pone come primo motivo della contesa il lungo periodo in cui i due comuni sono stati soggetti allo stesso feudatario “a causa della lunga suggezzione che subirono con un sol feudatario -la Casa di Roccaromana – dal secolo undecimo a circa la metà del secolo decimoquarto”, e poi ancora “fin dal 1577 allorché l’una e l’altra Università erano sottoposte a D. Andrea De Capua, Marchese di Francolise, Roccaromana fra gli altri gravami proposti contro di lui nel Sacro Regio Consiglio fu quello riflettente tali occupazioni”. Seguirono nel corso dei secoli continue inosservanze degli accordi tentati a più riprese, a volte rappresaglie “Col 1790 fu iniziata una serie di rappresaglie fra i due comuni. In seguito alla cattura fatta dai bargelli di Roccaromana di taluni cittadini di Pietramelara”. Fra alterne vicende trascorsero ben quattrocento anni per arrivare alla composizione della vertenza “un risultato assolutamente positivo ebbero a sortire tali sforzi, in quanto dopo la larga discussione seguita nel giorno 2 novembre 1907 fra i legittimi rappresentanti dei due comuni sulla località controversa”, grazie anche alla esiguità del valore fondiario della zona contesa, che faceva apparire il contenzioso più una questione di puntiglio che reale, ed infatti “Che avendo intanto dalla visita della località riportata l’Agente demaniale l’impressione che la zona in questione di forma quasi perfettamente triangolare, non era di rilevante estensione e che su di essa di natura boscosa, ben scarsa poteva essere la produzione, in guisa poco e quasi irrilevante poteva essere il vantaggio che potevano ripromettersi l’uno e l’altro comune, si decise a mettere in atto tutti i suoi sforzi per fare addivenire le parti a un bonario componimento”.

Per i lettori interessati, il documento prefettizio, trascritto dal blogger scribacchiante, è disponibile gratuitamente a richiesta.

sabato 28 ottobre 2023

RICORDANDO COSTANTINO

 


E’ in una sera di autunno come questa che mi giunse la notizia! Te ne eri andato in silenzio, con la discrezione che avevi eletto come tratto distintivo della tua intera esistenza. Avevo pensato dapprima a uno scherzo di pessimo gusto, lo sai succede, ma poi fatte una o due telefonate ebbi la conferma che non avrei mai voluto avere. La tua malattia, diciamolo, seria ma non grave, aveva minato il tuo spirito prima ancora che il tuo corpo.
Avevamo trascorso la nostra gioventù in modo (oserei dire) parallelo: serenità, gioia di vivere, divertimenti semplici e sani, come possono esserlo stati quelli che offriva negli anni ‘70 ed ‘80 il nostro defilato paese: interminabili giri in motorino, qualche passeggiata in montagna, discussioni su temi politici e sociali tipici di quel tempo, l’ironia degli scherzi, la frequenza della piazza, insieme agli amici a cui hai voluto e che ti hanno voluto bene. In quel periodo avevi anche incontrato Carla, un amore grande che ti ha accompagnato fino alla fine. Praticavi uno sport allora, la pallavolo che ti diede prestigio e visibilità; poi ci fu l’Università e il definitivo trasferimento da Capua a Pietramelara insieme alla famiglia. La laurea e come conseguenza, l’inizio di una professione che hai tanto amato, con un gruppo di amici e colleghi, tra i quali il carissimo Nunzio che sicuramente ancora ti terrà compagnia in una dimensione diversa dalla nostra. 
L’immagine di te che ho voluto inserire come copertina, è indice di quella serenità profonda di cui stiamo scrivendo: una gita a Campitello Matese, eravamo saliti io e te sulla cima del Monte Miletto, oltre duemila metri di quota e, mentre ritornati riposavi su quella sdraio, voleste darci la lieta notizia che Carla e tu eravate in attesa di Roberta.
La tua età matura invece ha segnato una sorta di contrappasso, con i molteplici lutti e dispiaceri che ti hanno segnato; a pensarci bene per te forse non erano neppure una grande novità, i drammi erano cominciati presto! … dato che solo da bambino avevi perso un punto di riferimento insostituibile, quale può essere una mamma.
Sono passati ben quattro anni, caro Costantino, ma per me quella drammatica notizia telefonica continua ad essere una dolorosa novità. Ed infatti, penso che tu lo sappia, ogni qualvolta passo in macchina, a piedi o in bici davanti all’Annunziata mi viene di istinto di voltarmi verso destra per vedere se sei seduto davanti al garage come eri abituato a fare, per scambiarci un semplice saluto o fermarmi qualche minuto per due chiacchiere. L’unica fortuna che ti posso riconoscere è stata quella di non aver attraversato l’ultimo quadriennio segnato dalle negatività più svariate: pandemia prima, guerre a pochi passi da noi oggi; inutili carneficine di innocenti che, una volta terminate, lasceranno di nuovo il tempo che hanno trovato.
Arrivederci Amico Mio.
Francesco

sabato 21 ottobre 2023

HO VISTO UN FILM

 


È un film poetico, drammatico, ironico, commovente e a tratti divertente, definire un capolavoro l’opera prima di Claudio Bisio da regista, non è né fuori posto, né particolarmente laudativo. Tratto da un romanzo di Fabio Bartolomei, parla della guerra vista dagli occhi di tre bambini, una storia di forte amicizia, forte come l’amicizia di chi ancora non si è fatto corrompere da ambizioni, sete di potere, sete di ricchezze materiali. Il film si intitola “L’ultima volta che siamo stati bambini”. I tre piccoli protagonisti (vedi foto di copertina), Cosimo, Italo e Vanda, riflessivo il primo, ingenuo il secondo, concreta ed intelligente la terza, in un clima di guerra tentano l’avventura di liberare dai nazisti un quarto amico ebreo, Riccardo; non voglio “spoilerare” di più… ma vi invito ad andarlo a vedere! ...Ne vale la pena.  Lo scenario descritto dal film è oggi, purtroppo, più che mai attuale: i grandi si fanno la guerra e i piccoli ne pagano le drammatiche conseguenze.
Le piccole vittime di guerra in Ucraina come in medio oriente, purtroppo non fanno più notizia. E’ terribile osservare in televisione ciò che sta succedendo; Israele e il suo popolo hanno subito un crimine efferato, tuttavia i raid aerei, effettuati per ritorsione, finora hanno scalfito poco o addirittura nulla dell’organizzazione terroristica Hamas, mentre causano danni materiali ingentissimi nella città di Gaza e soprattutto un numero elevatissimo di vittime civili, piccoli e grandi, sani e malati. I terroristi se ne stanno al sicuro nei loro bunker che preventivamente hanno costruito e la popolazione civile viene martirizzata. Andare alle cause geopolitiche del conflitto, innescato da odio razziale, orgoglio nazionalistico e minacce provenienti da potenze regionali che (per ora) non partecipano al conflitto, ma lo fomentano, sarebbe lungo.
Siamo la generazione di chi per fortuna non ha visto e vissuto la guerra, ma l’ha sentita raccontare da genitori e nonni, la seconda guerra mondiale da noi terminò ottanta anni or sono, portando immancabilmente, in paese come altrove, lutti e distruzioni, ma non per questo abbiamo doveri minori. Fermare i conflitti spetta ai politici, ai grandi della terra, è necessario tuttavia creare un clima di rifiuto totale nei confronti di coloro che soffiano sul fuoco, ognuno per quel che può; il ruolo del cinema, come avvenuto per il film di cui abbiamo parlato, al pari degli altri media può essere insostituibile.

venerdì 13 ottobre 2023

FRANCIGENA. SI VA AVANTI

 

Nell’imponente cornice del Castello di Riardo, le cui origini risalgono alla seconda metà del sec. IX, si è svolto nel pomeriggio di mercoledì 11 ottobre, il secondo incontro allo scopo di orientare il futuro della Via Francigena del Sud in Campania (vedi immagine di copertina). Riprendendo le parole di Maria Guida, animatrice e moderatrice, si è fatto un grande passo avanti. Infatti le associazioni, i privati e le istituzioni, hanno messo in atto un vero e proprio "team building", coordinato da Stefania Piccoloper lavorare insieme verso un obiettivo comune, analizzando i punti di forza e di criticità, e cercando di trovare un linguaggio comune. Il CENTRO STUDI SUL MEDIOEVO DI TERRA DI LAVORO, per mano del presidente Domenico Caiazza ha consegnato un articolato documento volto a fornire una base concreta per la valutazione di interventi coerenti collegati e sistemici si propongono in estrema sintesi alcune prime possibili ipotesi, articolate per singolo comune. Ad esempio per Teano, comune chiave del comprensorio per storicità ed importanza, veniva proposto la realizzazione di un percorso breve, lineare fruibile in sicurezza dal centro storico i Montanari di Assano Frazione di Rocchetta e Croce, che rasenti il Teatro Romano, in sostanza sulla tratta originaria della strada romana da Teano ad Assano e migliore collegamento con Rocchetta e Formicola. Per il Ponte romano di Assano, sito in territorio di Rocchetta e Croce, la creazione di un’area sosta, riposo, visita, pedoni, ciclisti, ippoturisti. Per la Cappella della Madonna della Stella sita in Riardo, una struttura analoga. Per Pietramelara, l’adeguamento pista pedonale e ciclabile tratto Croce di Riardo-Convento San Pasquale tratto sino al confine di Roccaromana. Per Roccaromana, l’adeguamento e segnaletica sentieristica per bici e ippoturismo, nelle direttrici Roccaromana/Grotta di San Michele e Roccaromana/Torre e S. Maria a Castello. 
La partecipazione nutrita di attori del territorio ha fornito più di uno spunto di riflessione; di particolare interesse tutti gli interventi dei vari soggetti che già offrono ospitalità ai pellegrini, vuoi che si tratti di agriturismi, B& B, o altro. La politica locale ha fatto la sua parte, il sindaco di Riardo, Armando Fusco, ha sottolineato l’importanza di creare un sistema integrato di sinergie fra le istituzioni che operano in questo ambito territoriale. Era presente anche il sindaco di Gioia Sannitica, Giuseppe Gaetano, che insieme alla sua giunta ha mostrato interesse per la tematica trattata e per l’approccio operativo, dato che il suo comune è posto lungo la Francigena, ai confini fra Terra di Lavoro e Sannio. Il rappresentante di Sessa Aurunca, ha sottolineato la necessità di percorrere tutti insieme la Francigena, almeno da Sessa Aurunca ai confini della provincia, allo scopo di prendere atto di persona di eventuali criticità da rimuovere. Si è discusso inoltre con il CAI, sezione di Caserta, intervenuto con il vice presidente Vincenzo Sollitto, che si è impegnato ad operare in interventi materiali sulla Francigena.
Al momento di tirare le conclusioni dell’incontro e darsi appuntamento per il successivo, la sera era già scesa sull’antico maniero.


sabato 7 ottobre 2023

RECUPERO DEL BORGO. INTERVENTI E ASSENZE NELL’INCONTRO

 

Clima sereno, buona partecipazione di pubblico, interventi pertinenti e in discreto numero: segno inequivocabile che la problematica del Borgo di Pietramelara e del suo recupero è sentita nonché condivisa. L’incontro, come da programma, si è tenuto nella mattinata di oggi 07 ottobre, all’interno del palazzo comunale che, ricordiamolo, occupa la sede del quattrocentesco convento agostiniano di Santa Maria della Carità. Il Notaio Nicola Angelone, originario di Pietramelara, ma residente a Napoli, con vari interventi sui social ha suscitato il dibattito, fino ad indurre l’amministrazione civica a convocare l’incontro di stamattina, tuttavia fatico a capire i motivi della sua assenza. Il Centro Studi Sul Medioevo Di Terra Di Lavoro, nella persona di Domenico Caiazza, aveva fatto pervenire al sindaco un articolato documento di proposta, diffuso poi a mezzo stampa.
In apertura il sindaco Di Fruscio ha sostanzialmente voluto veicolare due concetti: primo “non siamo noi gli immobilisti nell’affrontare e progettare le azioni di recupero, ma è la normativa vigente a tenerci le mani legate”, secondo “chi ci sprona a fare di più non è particolarmente aggiornato”. Va bene, caro sindaco, il problema è ostico e ricco di sfaccettature, tuttavia se la cosa fosse come la descrivi non dovrebbero esistere borghi recuperati, ed il cui recupero si è dovuto confrontare con problematiche analoghe (se non coincidenti) con quelle del nostro borgo. D’altronde la tua sindacatura dura da oltre un ventennio e il rigore normativo da te invocato è venuto a consolidarsi negli ultimi anni, pertanto se non fosse stata attuata una politica chiaramente orientata a destrutturare il centro storico di Pietramelara (vedi delocalizzazione del mercato domenicale), qualche azione di recupero l’avremmo pur dovuta vedere!
Francesco Bucciero, primo fra gli intervenuti non istituzionali, ha delineato una serie di azioni propedeutiche quali la messa in sicurezza degli immobili, a cui possono seguire iniziative volte all’attrattività turistica del borgo: ad esempio la ricollocazione del museo di arte sacra, una scuola di artigianato artistico, un albergo diffuso.
L’intervento di Andrea de Ponte, leader dell’opposizione consiliare, la cui recente campagna elettorale è stata fortemente concentrata sulla tematica del borgo, si è soffermato sull’istituzione di un Comitato Tecnico/Scientifico, volto ad elaborare proposte serie e fattibili, aperto alla partecipazione locale dei numerosi professionisti presenti nel territorio comunale, ma arricchito anche da accademici di chiara fama che hanno già manifestato assenso ed entusiasmo.
Condivisibile per il tono e per i contenuti l’intervento di Gioconda Solferino, residente in paese da un quarantennio e da qualche anno abitante del borgo; con franchezza e pacatezza ha lamentato carenze fondamentali per il vivere civile (mancanza di igiene, pavimentazioni sconnesse), anche in un posto particolare quale può essere un borgo altomedioevale.
Non sono mancati interventi sul tono “tutto va bene madama la marchesa”, e sicuramente va sottolineata l’assenza ufficiale di attori fondamentali del territorio quali la pro loco e l’associazionismo in generale.
 

mercoledì 20 settembre 2023

AGROALIMENTARE. I SEGRETI DI UN SUCCESSO

 

In un recente articolo a firma di Enzo Mulieri, su “Il Mattino”, si descrive il successo del comparto agroalimentare campano, in particolare quello della nostra provincia, seconda solo a quella di Salerno in Campania, con un fatturato esportato pari a 139 milioni di euro solo nel primo quadrimestre 2023. I progressi migliori sono stati quelli dei cosiddetti prodotti “di nicchia” o eccellenze agroalimentari: l’ortofrutta prima di tutto, ma anche il comparto vitivinicolo. Se tutti gli altri comparti dell’economia si fossero comportati allo stesso modo non ci sarebbe alcuna preoccupazione per il futuro sviluppo. All’origine del successo delle eccellenze casertane più di una motivazione: il suolo, in gran parte vulcanico che conferisce particolare sapore ed aroma a tutto, il clima mite, le tradizioni millenarie che tramandano una cultura nel campo dei vini, dei prodotti lattiero-caseari, della pasta, delle conserve di pomodoro e quant’altro.
Queste confortanti notizie per l’economia locale inducono una serie di considerazioni. In primo luogo la miopia delle scelte operate fino agli anni ottanta, che volevano trasformare il nostro territorio in una grande e anonima area industrializzata disseminando capannoni, un po’ dappertutto, che venivano abbandonati ai primi segnali di crisi economica o finanziaria, trasformandosi poi in brutture che segnano per sempre un paesaggio di singolare bellezza.
L’effetto positivo dell’enogastronomia locale, inoltre induce un parallelo sviluppo del turismo: i cosiddetti “turisti del gusto” sono sempre più invogliati a raggiungere agriturismi, locande e borghi anche se fuori mano e lontani dai flussi più intensi. In particolare il prendere corpo ed il successo del “turismo lento”, dei pellegrini francigeni, ad esempio, può comportare un ulteriore stimolo alla creazione di nuove interessanti micro attività di trasformazione, da realizzare, magari, in un vecchio fabbricato rurale, altrimenti destinato all’abbandono e al degrado.
Un pauso va riconosciuto agli attori di questa fase: produttori e trasformatori piccoli, medi e grandi, ristoratori e organizzazioni professionali. Fare impresa dalle nostre parti non è cosa agevole, e condizionamenti negativi di varia natura e di cui già si è tanto discusso, rendono particolarmente difficile il cammino di chi vuole progredire e svilupparsi. D’altronde quel connubio di ambiente e socialità di cui si parlava prima ha prodotto, nei trenta secoli di storia di questa terra, saperi e tecnologie difficilmente ripetibili.
E’ da temere, allora, quel diffuso costume di imitare il made in Italy? Il cosiddetto Italian Sounding, tentativo truffaldino di confondere il consumatore richiamando l’Italia nelle confezioni, può rappresentare un pericolo reale? Forse si!… Tuttavia uno sforzo di comunicazione anche in tal campo può fare la differenza, insegnando a distinguere, a preferire e conoscere i nostri prodotti agroalimentari, anche all’Estero.

martedì 19 settembre 2023

FRANCIGENA. INCONTRO COSTRUTTIVO

 

Il primo incontro informale preliminare per una “RETE VIA FRANCIGENA DAL GARIGLIANO AL VOLTURNO”, così come da invito pervenutomi via mail, si è tenuto regolarmente nel pomeriggio dello scorso lunedì, 18 settembre 2023, in Via Peluso, a Roccaromana. A organizzare l’incontro Il Giardino Segreto di Roccaromana A.P.S., la cui presidente Maria Guida ha fatto da ottima “padrona di casa”, moderando il dibattito che si è sviluppato sul tema. Tale dibattito è stato preceduto da un excursus sugli aspetti storici, economici, sociali e politici della Via Francigena, a cura di Domenico Caiazza, che da anni segue la tematica, anche se poi qualcuno tra il parterre gli ha insidiato la “primogenitura”, sostenendo di essere stato il primo in assoluto, nell’Alto Casertano, ad interessarsi di Via Francigena.
Per motivi di ritardo ferroviario sono arrivato dopo l'inizio, inoltre sono dovuto andare via prima della fine, per un appuntamento dal dentista, purtroppo la mia vita è così! Devo dire che nel corso del dibattito, da parte di chi ha preso la parola, emergeva coesione di intenti e voglia di fare. Bene!
Se fossi restato avrei detto che sono molto interessato anche io; da blogger scribacchiante, avrei sottolineato che la comunicazione in questo come in altri campi è fondamentale, che il nostro territorio un po' defilato sta vivendo un'occasione che non può perdere. La mia esperienza pluridecennale nella gestione di Fondi Europei nelle aree rurali, poi avrebbe suggerito di preferire l’azione dei privati, rispetto agli Enti, che pure devono fare la propria parte. Purtroppo assistiamo ad una fase nella quale un turn over assente tra il personale dipendente dalle amministrazioni, le ha private di figure professionali di livello, e questo si è ritorto sulla qualità delle progettazioni, parametro di fondamentale importanza per rendere finanziabili le proposte progettuali; inoltre i nostri politici non hanno una visione che permetta loro di individuare la strategicità di azioni quali lo sviluppo intorno alla Via Francigena. Essa, infatti, induce discorsi intorno alle tradizioni, ai saperi, all’enogastronomia locale, all’ambiente e il paesaggio, e “dulcis in fundo” alle emergenze monumentali. Il Castello di Riardo, la Torre Normanna di Roccaromana, il Teatro Tempio di Pietravairano sono già pronti per funzionare da attrattori… il Borgo di Pietramelara e le Grotte di Seiano forse richiederebbero un’attenzione maggiore, per rientrare tra essi.
Alla prossima, come si dice… Maria Guida, hai dimostrato di essere una risorsa insperata e sorprendente, per la nostra terra.

Sullo stesso tema, su questo blog:
https://scribacchiandoperme.blogspot.com/2015/09/le-vie-francigene-nel-sud-un-ponte-tra.html
https://scribacchiandoperme.blogspot.com/2022/03/le-vie-francigene-e-il-nostro-territorio.html