Il calcio e le dinamiche interne alle società calcistiche
sono argomenti da sempre distanti dal vostro blogger scribacchiante, anche per
tale motivo, per buttare giù questo pezzo ho avvertito l’esigenza di dover fare
quattro chiacchiere con il protagonista: da qualche giorno ha varcato la
fatidica soglia dei 70 anni, Elio
Saviano, ma chi, come me, ha più un capello grigio sulla testa (o ciò che di
essi resta), ricorda bene che egli è stato per anni la bandiera non del calcio
pietramelarese, ma dell’intera Pietramelara.
Cresciuto in una famiglia di grandi appassionati di calcio,
iniziò, come tanti, giocando a pallone per strada, da bambino: il traffico
automobilistico lungo via San Pasquale allora era talmente esiguo da poter
permettere anche questo. Venuto su con la stoffa del campione, il nostro ben
presto divenne titolare in Lega Giovanile, e poi in prima squadra. Una punta
dal sinistro forte ed imparabile, tanto da poterlo a paragonare al suo
contemporaneo più famoso: Gigi Riva alias “Rombo di tuono”; chiunque ha
condiviso la passione per il calcio locale pietramelarese negli anni settanta,
lo ricorda così. Erano quelli i tempi in cui si seguiva tanto la squadra locale,
e l’immagine più plastica che me ne rimane: il fiume ininterrotto di persone
che, a fine partita, si dirigeva dal campo alla piazza; erano studenti, operai,
artigiani e professionisti che condividevano quell’intensa passione, a cavallo
fra il campanilismo e lo sport.
Notato da qualche talent scout calcistico, Elio, ormai
famoso anche fuori Pietramelara, sostenne e superò un provino per la Casertana,
che allora era giunta fino in serie B,
tuttavia la permanenza in quel vivaio durò poco, a causa di difficoltà
logistiche e anche durante il servizio militare si mise in evidenza come
calciatore. Ritornò poi a giocare nella
nostra prima squadra, accanto ad altri ragazzi entrati nella memoria collettiva
degli appassionati di calcio locale: Tabacchino, Stagliano, De Ninno, Mitrano, i fratelli Vitale e tanti altri, che
senza alcun compenso, o quasi, tenevano alto il nome della nostra cittadina nel panorama calcistico provinciale
Elio entusiasmava la folla accorsa a vedere la partita,
quando scendeva in campo. La sua fama si era tanto diffusa che le marcature delle squadre
avversarie diventavano sempre più strette e cattive ma, nonostante tutto,
l’occhio e le gambe del campione sapevano sempre cogliere al volo l’occasione
giusta per un tiro teso e diritto alla porta, quasi sempre trasformato in un
goal! Fu poi ceduto al Vairano per un paio di stagioni, società che lo accolse
con ogni riguardo, riservato a chi si era già coperto di onore nella vicina
Pietramelara.
Terminata la carriera, agli inizi degli anni 80, Elio non
volle estraniarsi del tutto dal mondo calcistico, e così seguì i primi passi di Renato che, da buon
figlio d’arte, si guadagnò la titolarità nella Primavera del Napoli Calcio.
Questa la sua impressione al riguardo “Il mondo del calcio, specie ai vertici,
è fatto di spinte e raccomandazioni che
prescindono dalla vera qualità di un campione che sta per crescere, ai miei
tempi non era così, ci voleva la stoffa!”. Che ci vuoi fare Elio? … Non ci
meraviglia più di tanto l’involuzione notata nel mondo del calcio: essa in
verità ( e purtroppo) è ormai comune a ogni settore della realtà italiana attuale:
politica, pubblica amministrazione, mondo dell’economia. Auguri a te, campione
silenzioso, per il compleanno appena trascorso e che la tua vicenda sportiva e umana
sia di esempio per tanti.