Scribacchiando per me

Scribacchiando per me
il blog di un pietramelarese

lunedì 16 novembre 2020

CHI SO' I' ... E CHI SI' TU

Per coloro che, come il vostro blogger scribacchiante, ancora si dilettano nel riscoprire, utilizzare e studiare alcune frasi “idiomatiche” della nostra lingua pietramelarese, potrebbe essere interessante il “chi so ì… e chi sì tu” (chi sono io e chi chi sei tu). Quando si  instaura una controversia che sfocia in un aspro alterco verbale tra due soggetti, chi è presente per descrivere efficacemente la cosa usa ancora la dizione “so asciuti a chi so ì e chi sì tu” (sono giunti a elencare i demeriti di uno e le qualità dell’altro, più o meno). La cosa si colora di particolare veemenza quando poi le contendenti sono di sesso femminile, specie se appartenenti ad alcuni strati sociali della popolazione; in tal caso assistere a qualcosa del genere, se non si verifica degenerazione in violenza fisica, assume colori intensi. E’ sempre presente nei miei ricordi un episodio del genere, accaduto nel corso della preparazione di una Sagra al Borgo, penso nei lontani anni ’80.  In piazzetta Corte, due donne, una per strada e l’altra dall’alto di un balcone si apostrofarono in tutti i modi, con toni bellicosi ed accenti fortemente polemici, l’una per l’altra: in altre parole “ascett’ro a chi so ì e chi si tu”. Era talmente concitano il tono che non si riusciva a capire per quale motivo, se non fosse stato per la separazione fisica dovuta al balcone, erano sul punto di venire alle mani. A Napoli si direbbe che le due erano sul punto di farsi “lo strascino”, ossia praticamente prendere la malcapitata per i capelli e trascinarla.

martedì 10 novembre 2020

ESTATE DI SAN MARTINO

Che belle queste giornate che stiamo vivendo! Sembra quasi un “premio di consolazione”, concesso per contemperare la tristezza derivante dalla pandemia che si diffonde sempre di più, non risparmiando niente e nessuno. Appena superata la prima mattinata, la temperatura si fa dolce e gradevole, quasi primaverile. In campagna sembra di rivivere la bella stagione, sono ricomparse le api che vanno bottinando qua e la i fiori. Chi coltiva la terra si affretta agli ultimi lavori e alle semine, perché tutto questo incantesimo potrebbe svanire da un giorno all’altro. Ed allora saranno i giorni del camino, delle permanenze forzate in casa, in attesa di tempi migliori. Quello che stiamo attraversando è il periodo che, secondo la tradizione, va sotto il nome di estate di San Martino. Si vuole che l' 11 novembre, in concomitanza del giorno in cui la Chiesa Cattolica celebra San Martino, si verificherebbero tali condizioni meteo favorevoli.

 Ma cosa accade esattamente in questa particolare giornata? L’espressione sta a indicare un piacevole cambio climatico nel bel mezzo della stagione autunnale. Non solo l’11 novembre ma anche il giorno precedente e quello successivo sarebbero caratterizzati da temperature più miti, che ricordano appunto il periodo estivo.

Il fenomeno sarebbe legato a un episodio della vita di San Martino di Tours, giovane militare dell’impero romano che poi si convertì al cristianesimo. Mentre si trovava in Gallia, durante un forte temporale, per strada, incontrò un mendicante.  Impietosito dal vederlo sotto l’acqua che scendeva abbondante dal cielo, divise in due il suo mantello e gliene donò la metà per ripararsi.

Dopo il quel gesto così caritatevole, la pioggia cessò all’improvviso e il tempo divenne più mite. Non solo. Dopo quell’incontro, Gesù gli apparve in sogno, rivelando di essere lui quel mendicante che con tanto trasporto aveva aiutato. Al risveglio, Martino trovò miracolosamente il mantello di nuovo intattoFu così che il giovane decise di abbandonare la vita militare per convertirsi e intraprendere la vita monacale, divenendo vescovo di Tours.

L’estate di San Martino è legata anche alla tradizione contadina: è proprio in quei giorni, infatti, che si aprono le botti del vino novello. Bisogna dire che dal punto di vista scientifico, tuttavia, non vi è una precisa spiegazione. Innanzitutto, l’estate di San Martino non si verifica tutti gli anni, sebbene sia molto frequente. Secondo gli esperti in meteorologia e in climatologia, poi, potrebbero verificarsi alcune condizioni che incentivano temperature più miti. La prima fra queste è l’azione di alcuni anticicloni – come quello delle Azzorre – che proprio a novembre possono sfiorare il Vecchio Continente. Segue, ancora, un semplice effetto geologico: poiché la terra è ancora in grado di trattenere il calore, dato il tepore autunnale, anche pochi raggi di sole possono provocare un veloce innalzamento delle temperature. Conseguenza, quest’ultima, non possibile in inverno quando il terreno è già ormai da molto tempo gelido.

Scienza o non scienza, comunque è davvero piacevole il periodo che viviamo.

 


 

sabato 17 ottobre 2020

ELIO, BANDIERA DI PIETRAMELARA


Il calcio e le dinamiche interne alle società calcistiche sono argomenti da sempre distanti dal vostro blogger scribacchiante, anche per tale motivo, per buttare giù questo pezzo ho avvertito l’esigenza di dover fare quattro chiacchiere con il protagonista: da qualche giorno ha varcato la fatidica soglia  dei 70 anni, Elio Saviano, ma chi, come me, ha più un capello grigio sulla testa (o ciò che di essi resta), ricorda bene che egli è stato per anni la bandiera non del calcio pietramelarese, ma dell’intera Pietramelara.

Cresciuto in una famiglia di grandi appassionati di calcio, iniziò, come tanti, giocando a pallone per strada, da bambino: il traffico automobilistico lungo via San Pasquale allora era talmente esiguo da poter permettere anche questo. Venuto su con la stoffa del campione, il nostro ben presto divenne titolare in Lega Giovanile, e poi in prima squadra. Una punta dal sinistro forte ed imparabile, tanto da poterlo a paragonare al suo contemporaneo più famoso: Gigi Riva alias “Rombo di tuono”; chiunque ha condiviso la passione per il calcio locale pietramelarese negli anni settanta, lo ricorda così. Erano quelli i tempi in cui si seguiva tanto la squadra locale, e l’immagine più plastica che me ne rimane: il fiume ininterrotto di persone che, a fine partita, si dirigeva dal campo alla piazza; erano studenti, operai, artigiani e professionisti che condividevano quell’intensa passione, a cavallo fra il campanilismo e lo sport.

Notato da qualche talent scout calcistico, Elio, ormai famoso anche fuori Pietramelara, sostenne e superò un provino per la Casertana, che allora  era giunta fino in serie B, tuttavia la permanenza in quel vivaio durò poco, a causa di difficoltà logistiche e anche durante il servizio militare si mise in evidenza come calciatore.  Ritornò poi a giocare nella nostra prima squadra, accanto ad altri ragazzi entrati nella memoria collettiva degli appassionati di calcio locale: Tabacchino, Stagliano, De Ninno,  Mitrano, i fratelli Vitale e tanti altri, che senza alcun compenso, o quasi, tenevano alto  il nome della nostra cittadina  nel panorama calcistico provinciale

Elio entusiasmava la folla accorsa a vedere la partita, quando scendeva in campo. La sua fama si era tanto  diffusa che le marcature delle squadre avversarie diventavano sempre più strette e cattive ma, nonostante tutto, l’occhio e le gambe del campione sapevano sempre cogliere al volo l’occasione giusta per un tiro teso e diritto alla porta, quasi sempre trasformato in un goal! Fu poi ceduto al Vairano per un paio di stagioni, società che lo accolse con ogni riguardo, riservato a chi si era già coperto di onore nella vicina Pietramelara.

Terminata la carriera, agli inizi degli anni 80, Elio non volle estraniarsi del tutto dal mondo calcistico, e così  seguì i primi passi di Renato che, da buon figlio d’arte, si guadagnò la titolarità nella Primavera del Napoli Calcio. Questa la sua impressione al riguardo “Il mondo del calcio, specie ai vertici, è fatto di spinte e raccomandazioni  che prescindono dalla vera qualità di un campione che sta per crescere, ai miei tempi non era così, ci voleva la stoffa!”. Che ci vuoi fare Elio? … Non ci meraviglia più di tanto l’involuzione notata nel mondo del calcio: essa in verità ( e purtroppo) è ormai comune a ogni settore della realtà italiana attuale: politica, pubblica amministrazione, mondo dell’economia. Auguri a te, campione silenzioso, per il compleanno appena trascorso e che la tua vicenda sportiva e umana sia di esempio per tanti.

 

venerdì 25 settembre 2020

5G OVVERO L'ANTENNA DELLA DISCORDIA


Una questione anima il dibattito politico amministrativo locale, sopito all’indomani delle elezioni del 2017, e rianimatosi appunto nella tarda primavera di quest’anno. Si tratta dell’istallazione dell’antenna Wind con tecnologia 5G. E’ dell’ultim’ora la notizia che il TAR della Campania, abbia ritenuto legittima l’istallazione.

Ritenuto opportuno intervenire nel dibattito in corso, ho cercato di approfondire la mia conoscenza del problema; non ritengo pertinente a questo blog scribacchiato addentrarsi nella “vexata quaestio” riguardo ai presunti tatticismi giuridico/amministrativi, di cui viene accusato sindaco e maggioranza dall’opposizione consiliare e dal comitato formatosi per impedire l’istallazione. Piuttosto il vostro blogger ha ritenuto opportuno andare al merito della cosa, ponendomi la domanda: ma quest’antenna 5G, che va ad impiantarsi, appena a ridosso del perimetro urbano, è pericolosa oppure no? … e se lo è, in cosa consiste il pericolo a cui sono  esposti coloro che vivono all’ombra dell’antenna?

Interrogato il web, tra i vari contributi rinvenuti ho ritenuto di riportare in sintesi un interessante e recente  articolo/dossier sulla rivista “Altroconsumo”, datato 20 luglio 2020, a firma di Stefania Villa (https://www.altroconsumo.it/hi-tech/smartphone/speciali/5g-salute#), dal titolo: “5G: che cos’è e perché non c'è da allarmarsi”.

Data la storia della testata, controllata da una delle più importanti associazioni di difesa dei consumatori, non ritengo assolutamente che si possa parlare di informazione pilotata. Riporto i passi salienti: “Con il termine 5G si indicano tecnologie e standard di nuova generazione per la comunicazione mobile. (…) Una delle caratteristiche principali di questa rete è, infatti, proprio quella di permettere molte più connessioni in contemporanea, con alta velocità e tempi di risposta molto rapidi. (…) Il fatto che gran parte del lavoro, nelle reti 5G, sia fatto dal sistema di antenne e non dall'hardware dello smartphone, potrebbe anche comportare un notevole risparmio energetico, con una maggiore durata delle batterie dei device”. Ma veniamo al punto: quali sono i pericoli derivanti dalla sua diffusione? Continua l’articolista: “Nonostante il panico scatenatosi intorno al 5G (si teme sarà causa di varie malattie, ad esempio tumori), al momento non ci sono dati che permettono di escludere o confermare che questa nuova tecnologia abbia effetti dannosi per la salute o meno (non ci sono risposte chiare e definitive neanche sulle tecnologie precedenti, figuriamoci sul 5G che è ancora agli albori). (...) Quello che sappiamo fino ad ora, però, rassicura più che allarmare: il 5G viaggerà sì su frequenze più elevate rispetto a 2G, 3G e 4G (e questo è uno degli elementi che spaventa), ma la rete di antenne, in realtà, utilizzerà segnali dotati di potenza inferiore (...) Con una rete di questo genere, per la capillarità delle antenne del 5G, l’intensità dei segnali necessari e le frequenze utilizzate, viene da pensare a un’esposizione limitata e dagli effetti negativi paragonabili o addirittura inferiori a quelli derivanti dall’uso di tecnologie precedenti”. Nella parte conclusiva dell’articolo si riporta la posizione assunta sul 5G da un’importante agenzia medica internazionale: “Lo Iarc (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) sulla base di queste analisi, ha classificato i campi elettromagnetici a radiofrequenza come cancerogeni di gruppo 2B, ovvero come "possibilmente cancerogeni": è il livello più basso di rischio, usato quando ci sono prove limitate”.