Scribacchiando per me

Scribacchiando per me
il blog di un pietramelarese

mercoledì 5 aprile 2023

UNA DONNA, UNA PAGINA DI STORIA

Un paese, specie se la comunità è piccola come quella di Pietramelara, è sempre in festa quando uno dei sui cittadini raggiunge la veneranda età di un intero secolo. Cosa c’è da dire allora di particolare su questo centesimo compleanno della Maestra Valentina Trevisan? … Venne da lontano, dalla città di Venezia, un luogo invidiato dal mondo intero all’Italia. Di quella terra ha mantenuto l’accento veneto spiccato, tuttavia nei lunghi anni trascorsi qui da noi a Pietramelara, tra la scuola e la famiglia, ha dispensato sapere, disciplina, affetto materno. Una donna “vecchio stile”, si recava a scuola sull’inseparabile bicicletta e, tornata a casa riprendeva le funzioni di mamma e moglie, capace di allevare tre professionisti: Enrica, Roberto e Pina. Tempo fa, in occasione di un suo compleanno, su Facebook la definii “una donna venuta da lontano per scrivere una pagina di storia a Pietramelara” … mi si perdoni l’autocitazione, ma dobbiamo ammettere che la pagina di storia l’ha scritta veramente! E’ stata, infatti, la maestra di generazioni e generazioni di donne qui da noi; sì perché un tempo le classi erano rigidamente suddivise per genere, e solo raramente miste. Tra di loro, diventate mamme, professioniste, imprenditrici, cito appartenenti alla mia cerchia familiare, una sorella e mia moglie. Per questi traguardi raggiunti dalle sue ex allieve sicuramente elevato è stato l’apporto della maestra. Riprendo dalla pagina fb del Comune la dichiarazione che ha rilasciato: “Se potessi scegliere tra gli anni che mi hanno accompagnato allo spegnimento della centesima candelina, sceglierei sicuramente gli anni dell’insegnamento. Quarantadue lunghissimi anni vissuti tutti d’un fiato tra le lacrime, i sorrisi, le gioie, le delusioni e perché no, le speranze dei tanti alunni che hanno reso speciali le mie giornate. Ho dedicato il mio tempo a ogni bambino che ho incontrato ed oggi questo tempo mi viene ripagato in termini di affetto e di gratitudine da ognuno di loro”.
Tra le varie curiosità della sua esperienza didattica, quella di aver voluto riprodurre il ciclo del baco da seta nella scuola: dalle uova ai bachi, alle crisalidi che dormivano nei preziosi bozzoli; qualcosa di assolutamente sconosciuto qui da noi! 
Un grazie doveroso, il mio alla Maestra Valentina, per quanto ha voluto dare a Pietramelara, annullando del tutto quella distanza geografica di cui scribacchiavo all’inizio; l’ho conosciuta bene essendo mia vicina di casa; tanto distante da quel “essere padani” diffuso fra i suoi conterranei, sicuramente “una di noi”. Buon compleanno signora Valentina e, spero, per ancora tanto tempo insieme!

lunedì 27 marzo 2023

UNO SCRIGNO A POCHI PASSI

A volte non ci si crede: fare pochi chilometri ed imbattersi in uno scrigno di tesori dell’arte! E’ successo al vostro blogger scribacchiante domenica pomeriggio, giungere a Venafro per un caffè e approfittare della cosa per visitare un monumento di cui si è sentito parlare. Venafro, fino all’unità di Italia, importante comune di Terra di Lavoro, e oggi ai confini fra Campania e Molise, in provincia di Isernia… ed a Venafro il Castello Pandone: orgoglio venafrano (cfr. foto di copertina). Inserito tra i 20 castelli più belli d’Italia, esso si erge maestoso ai piedi del Monte Santa Croce e deve il suo nome alla famiglia, originaria di Capua, che vi abitò dal 1443 fino al 1528. Nel 1443 Francesco, il capostipite della famiglia, ottenne il castello direttamente da Alfonso d’Aragona come riconoscimento delle sue valorose imprese militari in difesa del Regno di Napoli. Ma è con Enrico che il castello fu trasformato in un elegante Palazzo signorile. Attualmente nelle sale del secondo piano è stata allestita una pinacoteca che accoglie, oltre a sculture e tele molisane, anche tele provenienti dal Museo di Capodimonte, da Palazzo Barberini (Roma) e dal Palazzo Reale di Caserta. Opere che vanno dall’età longobarda fino al ’600 e ‘700 napoletano. Tuttavia la particolarità più notevole del castello sono le raffigurazioni dei Cavalli ritratti a grandezza naturale, con la particolare tecnica dell’affresco su intonaco a rilievo; tali raffigurazioni ritraggono i destrieri che il conte Enrico Pandone regalava o vendeva ai suoi nobili amici. Figlio di Ippolita d’Aragona, Enrico fu educato sin da bambino all’arte della cavalleria, diventando così abile guerriero e sempre più innamorato dei suoi cavalli. Una grande passione che egli ha voluto immortalare sul piano nobile del castello, infatti le pareti erano affrescate con circa 25 ritratti dei migliori cavalli delle sue scuderie. Dei venticinque cavalli affrescati con una particolare tecnica a rilievo oggi ne sono rimasti solo 9 perché, dopo la famiglia Pandone, il castello fu abitato anche da altre famiglie della nobiltà meridionale (come i Lannoy, i Peretti-Savelli, i di Capua) le quali inevitabilmente modificarono alcune sale del castello. Sotto ognuna della raffigurazioni dei cavalli vi è un’iscrizione che ne indica la razza, l’età e la data degli affreschi, realizzati dal 1521 al 1527, ultimo anno di vita del conte Enrico, che, passando dalla parte aragonese a quella angioina, fu giustiziato a Napoli nel 1528 per tradimento. Oggi si possono ammirare nel loro splendore la sala dei cavalli da passeggio e la sala dei cavalli da guerra dove imponente, in fondo alla parete, spicca il cavallo che Enrico regalò all’Imperatore Carlo V d’Asburgo nel 1522 (cfr. foto n.2).
Ottima l’organizzazione museale: se ci si prenota, il sig. Nicandro, volontario dell’Associazione Carabinieri, accompagnerà volentieri i visitatori e, con la chiarezza e la dialettica tipica di chi ha a cuore la propria terra e i tesori che contiene, metterà in luce tutte le particolarità delle opere esposte e delle raffigurazioni dei cavalli. Una passeggiata a un vero e proprio “tiro di schioppo” dalle nostre abitazioni e che veramente consiglio a chiunque.

lunedì 6 febbraio 2023

LOREDANA. AVVOCATO AGGUERRITA

 

Sono contento!... l’elezione di Loredana Palumbo nel Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Santa Maria C.V. nella lista “Dignità Forense”, guidata da Angela Del Vecchio, mi ha davvero rallegrato e ne sono vari i motivi …. In primo luogo la stima e l’affetto che mi legano a lei, donna forte e volitiva, mamma, moglie e professionista di spessore. Inoltre la cosa mi riporta indietro di qualche anno, quando anche il blogger che scribacchia fu eletto in seno al consiglio del proprio Ordine professionale: si tratta del quadriennio che va dal 2013 al 2017; fu questa un’esperienza di grande interesse e un’occasione intensa di stabilire contatti e relazioni, diciamocelo: Pietramelara a volte ci va stretta e, come in tutte le piccole comunità, non manca il provincialismo. Convinto come sono che tale pensiero sia condiviso, Loredana saprà portare in seno al Consiglio dell’ordine anche un po' di pietramelaresità, quella positiva, che tanti ci invidiano.
Conosco qualche suo “compagno di cordata” ma non tutti, e sono convinto che, in ogni caso, in seno all’Ordine Forense lei saprà far sentire la propria voce, con la stessa autorevolezza con cui l’abbiamo conosciuta in Consiglio Comunale, qui da noi. Oltre mille i voti che ha saputo assicurarsi, cosa connotata da sicura difficoltà, vista la presenza agguerrita di avversari e compagni di lista.  Strana, la nostra Pietramelara, la amiamo fino in fondo, ma non possiamo far a meno di riconoscere che i suoi figli più dotati di volontà e capacità vengano più apprezzati in ambito sovracomunale, che da noi stessi, anche quando le candidature, senza equivoci e dubbi di sorta, sono tese al progresso sociale e allo sviluppo della comunità. A volerla dire tutta non sono mancati, nel curriculum politico locale di Loredana, errori di valutazione ma… chi di noi non li ha vissuti in prima persona? … e poi di sicuro aiutano a crescere.
Ricordo la determinazione di Loredana che, nelle ultime elezioni amministrative, voleva portare in assise comunale un gruppo forte e coeso di donne, cosa purtroppo non coronata dal successo, ma che denota un forte impegno anche nel campo delle “pari opportunità”, a prescindere dal genere e dalla condizione sociale, e non è un caso neppure che il nuovo consiglio avrà la prima presidente di genere femminile, nell’avvocato Del Vecchio.
Complimenti, carissima Loredana e… ad majora.

martedì 10 gennaio 2023

AVREI PREFERITO UN NATALE DIVERSO

 

Il periodo natalizio è appena concluso… cosa mi resta? Sono soddisfatto? Non direi… avrei preferito un Natale diverso!
Un Natale senza le cronache di guerra drammatiche a cui purtroppo abbiamo fatto l’abitudine; ma, ci pensate, 400 ragazzi russi periti in un solo istante, questo grazie alle mire imperialiste del loro ducetto, che ormai recita l’ultimo atto della sua vergognosa commedia; la guerra in Ucraina, l’abbiamo capito, è lontana dal finire e tante altre vite, dall’una e dall’altra parte, saranno briciate come cerini.
Mi sarebbe piaciuto che in Italia non si sarebbe preso come pretesto la parziale riduzione dello sconto fiscale sui carburanti per aumenti assolutamente ingiustificati, indicatore sicuro del carattere collettivo di un popolo che a volte non disdegna di dimostrarsi miserabile.
Il cordoglio generale per la scomparsa di tre uomini famosi, concentratosi nell’arco di pochi giorni, ci ha indotto a renderci conto di come e quanto siamo di passaggio su questo pianeta; la fama e la ricchezza sono categorie del tutto transitorie, chi tra qualche anno si ricorderà di loro?
Veniamo a noi, al nostro paese, il problema dell’approvvigionamento idrico, tipico dei mesi estivi, è tornato in pieno inverno a farsi sentire, specie per chi ancora resta sul borgo, oppure abita un appartamento ai piani più alti di un palazzo. Non sono qui a puntare l’indice contro qualcuno ma, data la frequenza e la ricorrenza del fatto, sarebbe ora che si pensi a una soluzione definitiva.
I miei pochi giorni di vacanza, tra Natale e Capodanno, li ho trascorsi a casa, fatta eccezione per qualche uscita serale, ho sfruttato la brevissima vicinanza delle persone che amo per stare insieme a loro, sicuro che, a mio modo di vedere, è questo il modo di vivere il Natale.

sabato 31 dicembre 2022

SALUTO IL 2022

 

Saluto il 2022, con il sorriso in un angolo della bocca: … sono giunto in quella fase della vita nella quale non sono più presenti le aspirazioni, almeno quelle che riguardano la propria persona. Certo non mancano le cose da desiderare, ma quelle si chiamano più correttamente “auspici”, e riguardano la mia famiglia e l’armonia che regna in essa, ed infine il desiderio di tenere vicine le persone che amo. Le soddisfazioni che ho colto sono legate a coloro che si fanno apprezzare sempre di più nello studio e/o nel lavoro… lo ritengo un segno dei valori che mi sono stati trasmessi, e che io, forse, ho saputo a mia volta trasporre.
Del 2022 dicevo, un anno così così, che ha confermato il senso di sicurezza generatosi in me, ha partorito qualche minima soddisfazione, e mi ha tolto l’ennesima persona cara.  C’est la vie! … per dirla alla francese.
Il terra che mi ha generato, che mi ha formato e fatto crescere, in maggio ha riconfermato la fiducia in un’amministrazione che non mi vede d’accordo in tante cose, ma per chi scrive la volontà popolare è sovrana, quindi chino il capo; e poi va detto che mai e poi mai il mio dissenso, è legato a fatti personali. Più e più volte ho tuonato “per iscritto”, assumendone responsabilità e conseguenze, e non nutro rancore per nessuno, sia chiaro, nemmeno per coloro che mi hanno vomitato addosso veleno. Ho dovuto lasciare “volontariamente” l’incarico che rivestivo nella Pro Loco dal 2017, affinché essa fosse al riparo dalle infondate accuse di strumentalizzazione che io avrei ordito; non ho “sbattuto la porta” e l’ho fatto riconfermando la stima e l’affetto nei confronti dei carissimi amici del direttivo.
Spero che il 2023 che ci prepariamo ad attraversare elimini ogni incomprensione residua nei confronti di chiunque, mi piace l’armonia e il rispetto reciproco. Voglio salutare i miei conterranei, vicini e lontani, soprattutto coloro che leggono le cose che scribacchio, voglio augurare loro un nuovo anno sereno soprattutto per la salute e per gli affetti che nutrono. Auguri.
Francesco, blogger scribacchiante.

domenica 25 dicembre 2022

FUOCO DI NATALE. TRADIZIONE VIVA

 

Una tradizione che si credeva tramontata ritorna a vivere con ancora più vigore: sono ormai anni, se non decenni, che un gruppo di giovani pietramelaresi perpetuano il “Fuoco di Natale”. Da bambino ricordo che ogni strada e contrada aveva il suo fuoco da accendere la sera della vigilia; con il passare del tempo e l’attenuarsi delle tradizioni, la scomparsa di persone che avevano a cuore la cosa e si interessavano di organizzarla, il fuoco di Natale era divenuto solo un ricordo sempre più flebile. Tale ricordo è stato ripreso da volenterosi giovani, innamorati della propria terra e delle sue tradizioni più autentiche; il “fuoco di Natale”, edizione terzo millennio, è riunito in un unico punto del paese, di fronte alla francescana chiesa di San Pasquale (cfr. foto di copertina); il successo è ormai un fatto consolidato, nella tarda serata della vigilia il rito dell’accensione, tante persone, giovani e meno giovani si riuniscono intorno ad esso, riscaldandosi e scambiandosi gli auguri per la Festa del Natale, appena dopo inizia la veglia natalizia, con la Messa nell’attigua chiesa conventuale. Quest’anno i ragazzi pare che abbiano superato se stessi: la pira misurava almeno tre metri altezza, la legna è stata raccolta nei campi nei giorni precedenti al Natale e accumulata. La modernità è subentrata, e così i trattori e gli altri mezzi, grazie alla perizia di chi era alla guida, hanno assicurato che tutto avvenisse nel rispetto delle norme di sicurezza.
Le origini del Fuoco di Natale si perdono nella notte dei tempi: il rito del falò traeva le proprie origini da antiche usanze pagane, infatti già dalla notte del 31 ottobre i celti si recavano nei boschi per accendere i fuochi e trascorrere la notte tra balli e offerte agli dei. All’alba del 1° novembre, inizio del nuovo anno, raccoglievano i tizzoni ardenti e li distribuivano alle famiglie, che li utilizzavano per accendere il fuoco in casa. Nell’anno 274 d. C. l’imperatore Aureliano introdusse a Roma il culto del “Sol Invictus” e proclamò per la prima volta in Occidente il 25 dicembre giorno di festa in onore del nuovo dio: il Dies Natalis Solis Invicti, il Natale del Sole Invitto. Successivamente, la religione cristiana raccolse e adottò come propria la tradizione del falò secondo la quale il fuoco serviva a riscaldare l’ambiente per la nascita di Gesù Bambino durante la gelida notte di Natale.
Il fuoco di Natale, continuerà per giorni ad ardere durante il periodo natalizio, e diventa luogo di ritrovo per tutti coloro che intorno al fuoco si intrattengono a volte anche fino a tardi nella gioia e nella serenità tipica del periodo. Complimenti ragazzi, il vostro impegno ci rende orgogliosi di voi!

mercoledì 21 dicembre 2022

BUON COMPLEANNO NAPOLI

 

Il 21 dicembre del 475 avanti Cristo, da un gruppo di esuli greci nasceva Neapolis, la città nuova… lunga vita alla città più bella del mondo. Sono trascorsi ben 2500 anni, 25 secoli di storia travagliata per una città, una terra ricca di storia e tradizioni, che domina l’omonimo golfo ed è circondata da luoghi meravigliosi quali il Vesuvio, la penisola Sorrentina, le isole di Capri, Ischia e Procida e i Campi Flegrei.
Nata dunque nel giorno del solstizio d’inverno, non è un caso che gli antichi, come segno di buon auspicio, avevano infatti l’usanza di porre la prima pietra di una nuova città sempre in concomitanza dei fenomeni astrali.
Neapolis, fondata dai greci, è legata alla leggenda della Sirena Partenope, narrata da Omero nel XII canto dell’Odissea. La storia narra di tre sirene (Leucosia, Ligea e Partenope) che scelsero di morire per la delusione di non essere riuscite a fermare il marinaio Ulisse, pur estasiato dal loro canto; il corpo che il mare depose sul lido dì Megaride, lì dove oggi si trova Castel dell’Ovo, fu quello della sirena Partenope. Da qui il nome della città. Fin dalla sua fondazione, la città di Napoli è stata punto di incontro di popoli e culture diverse. Fu conquistata e abitata da Greci, Sanniti, Romani, Bizantini. Nel Medioevo si avvicendarono al potere i Normanni gli Svevi e gli Angioini; nel Rinascimento gli Aragonesi, autori del sacco della nostra cittadina, e del conseguente cruentissimo eccidio, dai viceré Spagnoli e, più di recente, dai Borboni.
La grandezza della città, oltre che nella sua millenaria storia e nelle sue bellezze, risiede nel popolo che la abita… ha dato i natali a grandi pensatori, uomini di scienza e di Chiesa (talvolta santificati). La città si riconosce ancora in un “comune sentire”, come ad esempio nella fede per San Gennaro e l’aspettativa del ricorrente miracolo, nella fede laica per Diego Maradona (cfr. foto di copertina), che ha dato lustro allo sport cittadino; non ritengo che avvenga altrettanto in altre città italiane anche più importanti e popolose!
Poi vi sono tra le sue vie storie di gente comune che per vocazione si mettono a disposizione degli altri, come nel caso di C1R0, un anonimo barbiere che, chiusa la bottega, di sera e di notte esce armato di pettine e forbici per le strade della città frequentate dai senza fissa dimora, li fa accomodare su un sedile di fortuna e gli taglia i capelli e/o gli aggiusta la barba. Gira nascosto dietro un cappuccio per non rivelare la sua identità, perché racconta “Non voglio che nessuno pensi che lo faccia per pubblicità”.
Per chi scrive Napoli è stata la città da conoscere, strada per strada, palazzo per palazzo, sbriciando nei bassi, per rendersi conto di forme di vita misere ma consapevoli, ai tempi dell’università, quella Federico II che tanti onori le conferisce. Certo a Napoli non mancano le negatività, e chi può negarlo, sono sotto gli occhi di chiunque, anche grazie a media che non perdono occasione per metterle in risalto. Ma… tra la bianca e la nera, senz’altro un universo da conoscere. 
Buon Compleanno Napoli!