Scribacchiando per me

Scribacchiando per me
il blog di un pietramelarese

venerdì 13 ottobre 2023

FRANCIGENA. SI VA AVANTI

 

Nell’imponente cornice del Castello di Riardo, le cui origini risalgono alla seconda metà del sec. IX, si è svolto nel pomeriggio di mercoledì 11 ottobre, il secondo incontro allo scopo di orientare il futuro della Via Francigena del Sud in Campania (vedi immagine di copertina). Riprendendo le parole di Maria Guida, animatrice e moderatrice, si è fatto un grande passo avanti. Infatti le associazioni, i privati e le istituzioni, hanno messo in atto un vero e proprio "team building", coordinato da Stefania Piccoloper lavorare insieme verso un obiettivo comune, analizzando i punti di forza e di criticità, e cercando di trovare un linguaggio comune. Il CENTRO STUDI SUL MEDIOEVO DI TERRA DI LAVORO, per mano del presidente Domenico Caiazza ha consegnato un articolato documento volto a fornire una base concreta per la valutazione di interventi coerenti collegati e sistemici si propongono in estrema sintesi alcune prime possibili ipotesi, articolate per singolo comune. Ad esempio per Teano, comune chiave del comprensorio per storicità ed importanza, veniva proposto la realizzazione di un percorso breve, lineare fruibile in sicurezza dal centro storico i Montanari di Assano Frazione di Rocchetta e Croce, che rasenti il Teatro Romano, in sostanza sulla tratta originaria della strada romana da Teano ad Assano e migliore collegamento con Rocchetta e Formicola. Per il Ponte romano di Assano, sito in territorio di Rocchetta e Croce, la creazione di un’area sosta, riposo, visita, pedoni, ciclisti, ippoturisti. Per la Cappella della Madonna della Stella sita in Riardo, una struttura analoga. Per Pietramelara, l’adeguamento pista pedonale e ciclabile tratto Croce di Riardo-Convento San Pasquale tratto sino al confine di Roccaromana. Per Roccaromana, l’adeguamento e segnaletica sentieristica per bici e ippoturismo, nelle direttrici Roccaromana/Grotta di San Michele e Roccaromana/Torre e S. Maria a Castello. 
La partecipazione nutrita di attori del territorio ha fornito più di uno spunto di riflessione; di particolare interesse tutti gli interventi dei vari soggetti che già offrono ospitalità ai pellegrini, vuoi che si tratti di agriturismi, B& B, o altro. La politica locale ha fatto la sua parte, il sindaco di Riardo, Armando Fusco, ha sottolineato l’importanza di creare un sistema integrato di sinergie fra le istituzioni che operano in questo ambito territoriale. Era presente anche il sindaco di Gioia Sannitica, Giuseppe Gaetano, che insieme alla sua giunta ha mostrato interesse per la tematica trattata e per l’approccio operativo, dato che il suo comune è posto lungo la Francigena, ai confini fra Terra di Lavoro e Sannio. Il rappresentante di Sessa Aurunca, ha sottolineato la necessità di percorrere tutti insieme la Francigena, almeno da Sessa Aurunca ai confini della provincia, allo scopo di prendere atto di persona di eventuali criticità da rimuovere. Si è discusso inoltre con il CAI, sezione di Caserta, intervenuto con il vice presidente Vincenzo Sollitto, che si è impegnato ad operare in interventi materiali sulla Francigena.
Al momento di tirare le conclusioni dell’incontro e darsi appuntamento per il successivo, la sera era già scesa sull’antico maniero.


sabato 7 ottobre 2023

RECUPERO DEL BORGO. INTERVENTI E ASSENZE NELL’INCONTRO

 

Clima sereno, buona partecipazione di pubblico, interventi pertinenti e in discreto numero: segno inequivocabile che la problematica del Borgo di Pietramelara e del suo recupero è sentita nonché condivisa. L’incontro, come da programma, si è tenuto nella mattinata di oggi 07 ottobre, all’interno del palazzo comunale che, ricordiamolo, occupa la sede del quattrocentesco convento agostiniano di Santa Maria della Carità. Il Notaio Nicola Angelone, originario di Pietramelara, ma residente a Napoli, con vari interventi sui social ha suscitato il dibattito, fino ad indurre l’amministrazione civica a convocare l’incontro di stamattina, tuttavia fatico a capire i motivi della sua assenza. Il Centro Studi Sul Medioevo Di Terra Di Lavoro, nella persona di Domenico Caiazza, aveva fatto pervenire al sindaco un articolato documento di proposta, diffuso poi a mezzo stampa.
In apertura il sindaco Di Fruscio ha sostanzialmente voluto veicolare due concetti: primo “non siamo noi gli immobilisti nell’affrontare e progettare le azioni di recupero, ma è la normativa vigente a tenerci le mani legate”, secondo “chi ci sprona a fare di più non è particolarmente aggiornato”. Va bene, caro sindaco, il problema è ostico e ricco di sfaccettature, tuttavia se la cosa fosse come la descrivi non dovrebbero esistere borghi recuperati, ed il cui recupero si è dovuto confrontare con problematiche analoghe (se non coincidenti) con quelle del nostro borgo. D’altronde la tua sindacatura dura da oltre un ventennio e il rigore normativo da te invocato è venuto a consolidarsi negli ultimi anni, pertanto se non fosse stata attuata una politica chiaramente orientata a destrutturare il centro storico di Pietramelara (vedi delocalizzazione del mercato domenicale), qualche azione di recupero l’avremmo pur dovuta vedere!
Francesco Bucciero, primo fra gli intervenuti non istituzionali, ha delineato una serie di azioni propedeutiche quali la messa in sicurezza degli immobili, a cui possono seguire iniziative volte all’attrattività turistica del borgo: ad esempio la ricollocazione del museo di arte sacra, una scuola di artigianato artistico, un albergo diffuso.
L’intervento di Andrea de Ponte, leader dell’opposizione consiliare, la cui recente campagna elettorale è stata fortemente concentrata sulla tematica del borgo, si è soffermato sull’istituzione di un Comitato Tecnico/Scientifico, volto ad elaborare proposte serie e fattibili, aperto alla partecipazione locale dei numerosi professionisti presenti nel territorio comunale, ma arricchito anche da accademici di chiara fama che hanno già manifestato assenso ed entusiasmo.
Condivisibile per il tono e per i contenuti l’intervento di Gioconda Solferino, residente in paese da un quarantennio e da qualche anno abitante del borgo; con franchezza e pacatezza ha lamentato carenze fondamentali per il vivere civile (mancanza di igiene, pavimentazioni sconnesse), anche in un posto particolare quale può essere un borgo altomedioevale.
Non sono mancati interventi sul tono “tutto va bene madama la marchesa”, e sicuramente va sottolineata l’assenza ufficiale di attori fondamentali del territorio quali la pro loco e l’associazionismo in generale.
 

mercoledì 20 settembre 2023

AGROALIMENTARE. I SEGRETI DI UN SUCCESSO

 

In un recente articolo a firma di Enzo Mulieri, su “Il Mattino”, si descrive il successo del comparto agroalimentare campano, in particolare quello della nostra provincia, seconda solo a quella di Salerno in Campania, con un fatturato esportato pari a 139 milioni di euro solo nel primo quadrimestre 2023. I progressi migliori sono stati quelli dei cosiddetti prodotti “di nicchia” o eccellenze agroalimentari: l’ortofrutta prima di tutto, ma anche il comparto vitivinicolo. Se tutti gli altri comparti dell’economia si fossero comportati allo stesso modo non ci sarebbe alcuna preoccupazione per il futuro sviluppo. All’origine del successo delle eccellenze casertane più di una motivazione: il suolo, in gran parte vulcanico che conferisce particolare sapore ed aroma a tutto, il clima mite, le tradizioni millenarie che tramandano una cultura nel campo dei vini, dei prodotti lattiero-caseari, della pasta, delle conserve di pomodoro e quant’altro.
Queste confortanti notizie per l’economia locale inducono una serie di considerazioni. In primo luogo la miopia delle scelte operate fino agli anni ottanta, che volevano trasformare il nostro territorio in una grande e anonima area industrializzata disseminando capannoni, un po’ dappertutto, che venivano abbandonati ai primi segnali di crisi economica o finanziaria, trasformandosi poi in brutture che segnano per sempre un paesaggio di singolare bellezza.
L’effetto positivo dell’enogastronomia locale, inoltre induce un parallelo sviluppo del turismo: i cosiddetti “turisti del gusto” sono sempre più invogliati a raggiungere agriturismi, locande e borghi anche se fuori mano e lontani dai flussi più intensi. In particolare il prendere corpo ed il successo del “turismo lento”, dei pellegrini francigeni, ad esempio, può comportare un ulteriore stimolo alla creazione di nuove interessanti micro attività di trasformazione, da realizzare, magari, in un vecchio fabbricato rurale, altrimenti destinato all’abbandono e al degrado.
Un pauso va riconosciuto agli attori di questa fase: produttori e trasformatori piccoli, medi e grandi, ristoratori e organizzazioni professionali. Fare impresa dalle nostre parti non è cosa agevole, e condizionamenti negativi di varia natura e di cui già si è tanto discusso, rendono particolarmente difficile il cammino di chi vuole progredire e svilupparsi. D’altronde quel connubio di ambiente e socialità di cui si parlava prima ha prodotto, nei trenta secoli di storia di questa terra, saperi e tecnologie difficilmente ripetibili.
E’ da temere, allora, quel diffuso costume di imitare il made in Italy? Il cosiddetto Italian Sounding, tentativo truffaldino di confondere il consumatore richiamando l’Italia nelle confezioni, può rappresentare un pericolo reale? Forse si!… Tuttavia uno sforzo di comunicazione anche in tal campo può fare la differenza, insegnando a distinguere, a preferire e conoscere i nostri prodotti agroalimentari, anche all’Estero.

martedì 19 settembre 2023

FRANCIGENA. INCONTRO COSTRUTTIVO

 

Il primo incontro informale preliminare per una “RETE VIA FRANCIGENA DAL GARIGLIANO AL VOLTURNO”, così come da invito pervenutomi via mail, si è tenuto regolarmente nel pomeriggio dello scorso lunedì, 18 settembre 2023, in Via Peluso, a Roccaromana. A organizzare l’incontro Il Giardino Segreto di Roccaromana A.P.S., la cui presidente Maria Guida ha fatto da ottima “padrona di casa”, moderando il dibattito che si è sviluppato sul tema. Tale dibattito è stato preceduto da un excursus sugli aspetti storici, economici, sociali e politici della Via Francigena, a cura di Domenico Caiazza, che da anni segue la tematica, anche se poi qualcuno tra il parterre gli ha insidiato la “primogenitura”, sostenendo di essere stato il primo in assoluto, nell’Alto Casertano, ad interessarsi di Via Francigena.
Per motivi di ritardo ferroviario sono arrivato dopo l'inizio, inoltre sono dovuto andare via prima della fine, per un appuntamento dal dentista, purtroppo la mia vita è così! Devo dire che nel corso del dibattito, da parte di chi ha preso la parola, emergeva coesione di intenti e voglia di fare. Bene!
Se fossi restato avrei detto che sono molto interessato anche io; da blogger scribacchiante, avrei sottolineato che la comunicazione in questo come in altri campi è fondamentale, che il nostro territorio un po' defilato sta vivendo un'occasione che non può perdere. La mia esperienza pluridecennale nella gestione di Fondi Europei nelle aree rurali, poi avrebbe suggerito di preferire l’azione dei privati, rispetto agli Enti, che pure devono fare la propria parte. Purtroppo assistiamo ad una fase nella quale un turn over assente tra il personale dipendente dalle amministrazioni, le ha private di figure professionali di livello, e questo si è ritorto sulla qualità delle progettazioni, parametro di fondamentale importanza per rendere finanziabili le proposte progettuali; inoltre i nostri politici non hanno una visione che permetta loro di individuare la strategicità di azioni quali lo sviluppo intorno alla Via Francigena. Essa, infatti, induce discorsi intorno alle tradizioni, ai saperi, all’enogastronomia locale, all’ambiente e il paesaggio, e “dulcis in fundo” alle emergenze monumentali. Il Castello di Riardo, la Torre Normanna di Roccaromana, il Teatro Tempio di Pietravairano sono già pronti per funzionare da attrattori… il Borgo di Pietramelara e le Grotte di Seiano forse richiederebbero un’attenzione maggiore, per rientrare tra essi.
Alla prossima, come si dice… Maria Guida, hai dimostrato di essere una risorsa insperata e sorprendente, per la nostra terra.

Sullo stesso tema, su questo blog:
https://scribacchiandoperme.blogspot.com/2015/09/le-vie-francigene-nel-sud-un-ponte-tra.html
https://scribacchiandoperme.blogspot.com/2022/03/le-vie-francigene-e-il-nostro-territorio.html


giovedì 7 settembre 2023

RICHIAMO TURISTICO, CONCETTO MALINTESO

Anche questa volta i toni trionfalistici appaiono fuori luogo! Si annuncia di aver apposto la segnaletica relativa al percorso della Via Francigena… va bene comunicare alla cittadinanza le cose poste in essere dall’amministrazione, ma in questo come in altri casi analoghi si è esagerato, via… per qualche tabella che doveva essere già apposta all’indomani della definizione del percorso, avvenuta nel 2019. Tale circostanza mi induce a intrattenere i miei “quattro lettori” sul turismo a Pietramelara.
E’ ormai prassi consolidata, anche in tal campo, quella di cogliere l’opportunità di un finanziamento, organizzare un evento senza sforzo di comunicazione esterna, e poi… chi s’è visto s’è visto! Mi riferisco al concerto organizzato in ambito delle iniziative finanziate tramite il P.O.C, la sera dello scorso 2 settembre (cfr. immagine di copertina); era sì una manifestazione musicale di buona qualità, ma quella che è mancata è stata la funzione di richiamo, tramite gli eventi, a visitare il nostro paese. Mi spiego: la nostra regione finanzia e incentiva tali eventi per rendere visibili anche realtà un po' defilate geograficamente come il nostro comune, in altre parole si fa leva sulla funzione di richiamo degli eventi stessi, affinché anche persone singole e gruppi possano venire a conoscenza di monumenti e bellezze ambientali che altrimenti potrebbero rimanere nell’ombra. Da uno sguardo al "parterre" del concerto, tuttavia, ben pochi erano i non pietramelaresi, in altre parole “noi ce la siamo cantata e noi ce la siamo suonata”, e mai come in tal caso la frase idiomatica appare calzante. E poi, via, è possibile che ogni forma di cultura a Pietramelara venga intesa sotto il profilo musicale?
Il turismo locale, il turismo lento, che tanto va di moda oggi, rappresenta l’ultima occasione di sviluppo in grado di creare occupazione; sembra però che tale principio poco sia entrato nella mente di chi ci amministra. Una fra tutte, le condizioni in cui versa il nostro millenario borgo, così come giustamente documentato da qualche cittadina che dimora da quelle parti, sui social. Se il borgo non viene manutenuto dal punto di vista igienico e della sicurezza, nessuno più vorrà abitarci e nessuno più lo vorrà visitare. Sono anni ormai che non si rinnova l’appuntamento di fine estate con la Sagra al Borgo ma, a parte la parentesi COVID, qualcuno si è chiesto perché un evento di forte richiamo, sia di fatto divenuto impossibile da ripetere?
Il vostro blogger scribacchiante che, a titolo di pura volontarietà, ha accompagnato innumerevoli gruppi a visitare il borgo (a detta di qualche assessore raccontando frottole e imprecisioni), purtroppo oggi si è visto costretto a non volerlo fare più, anche perché ogni volta la porzione visitabile diveniva più piccola.
Ed allora, amici dell’amministrazione, se si vuole fare richiamo turistico, e non semplicemente spendere danaro pubblico, vanno rimosse le criticità di cui sopra, anche a costo di impopolarità, quindi va stilato un efficace piano di comunicazione, in grado di creare un flusso turistico gestibile e continuativo.

sabato 26 agosto 2023

GUERRE DI SANTI EVITABILI

 


Ci mancava solo questo! Una polemica generatasi su un’imprecisione, forse dettata dalla fretta e/o dalla distrazione. Mi riferisco al manifesto/locandina per l’imminente festa di Sant’Agostino, in cui lo stesso “dottore della Chiesa” veniva innalzato a patrono e protettore di Pietramelara; pare che poi si sia corso ai ripari e il manifesto sia stato eliminato, soprattutto allo scopo di evitare polemiche, in un periodo in cui queste non mancano di certo… decisione saggia! Una Guerra di Santi, poi, è un ossimoro o addirittura una bestemmia blasfema, essendo i santi tutti operatori di pace e di giustizia, con l’esempio e la predicazione.
Lo ricordiamo, patrono di Pietramelara è San Rocco, il pellegrino di Montpellier; pare il che il suo culto sia stato introdotto in paese alla fine del ‘400 da Giacomo Vasè, ufficiale di Carlo VIII di Valois, quando costui scese in Italia Meridionale per impossessarsi del trono di Napoli; si dice che lo stesso Vasè vantasse dei legami di parentela con il Santo. Dopo qualche tempo, il ritorno in auge degli Aragonesi fece in modo di sostituire nel patronato San Rocco, reo di essere francese, con San Liberato; tuttavia la cosa durò poco, e l’affetto e la fede per il “pellegrino di Montpellier”, insieme a episodi tramandati come miracoli dalla tradizione popolare (https://scribacchiandoperme.blogspot.com/2019/06/il-miracolo-del-14-giugno.html), ripristinò come in origine San Rocco, patrono e protettore di Pietramelara.
Sant’Agostino, grande filosofo della cristianità, invece, è venerato in Pietramelara perché introdotto dai monaci Agostiniani del Convento di Santa Maria della Carità, il cui edificio attualmente ospita il Municipio. I religiosi lasciarono Pietramelara nel lontano 1808 (https://scribacchiandoperme.blogspot.com/2016/09/la-chiesa-di-santagostino.html), mentre la festa dedicata a lui a fine agosto è fatto recente, risalendo alla fine del secolo scorso, quando fu donata una statua lignea del Santo alla chiesa di Sant’Agostino, da parte della famiglia Marandola.
Per completezza va detto che l’elezione del patrono spetta al clero e ai fedeli o a coloro che si pongono sotto la protezione del santo e avviene «per consultationes seu suffragia sive per petitiones seu subscriptiones», ma deve sempre avere l’approvazione delle competenti autorità ecclesiastiche.
Le schermaglie verbali e le social/polemiche che hanno accompagnato la diatriba mi fanno ricordare di una novella di Giovanni Verga, letta in gioventù: Guerra di Santi; in essa si racconta degli scontri avvenuti tra i devoti dei santi protettori di due diversi quartieri siciliani, San Rocco e San Pasquale.
Gli abitanti del quartiere di San Pasquale, invidiosi del successo della processione di San Rocco, iniziano a invocare a gran voce il loro santo suscitando così una zuffa che degenera ben presto in veri e propri scontri a suon di legnate e volti coperti di sangue.
La baruffa degenera a tal punto da creare problemi seri anche all’interno delle famiglie. Due fidanzati, Nino e Saridda, decidono di rompere la promessa di matrimonio perché appartenenti ai rioni rivali.
La guerra degenera anche per motivi economici, che tuttavia appaiono strettamente legati a quelli religiosi. Verga sembra condannare, tra le righe, i privilegi della Chiesa che predica la povertà ma si mostra invincibilmente legata al Dio denaro.
A parte la citazione letteraria, va detto tuttavia che i sacerdoti locali, nella situazione di cui parliamo hanno mantenuto correttamente un basso profilo, limitandosi a qualche dichiarazione. E penso che abbiano fatto bene… la coesione sociale deve essere sempre e comunque un obiettivo da perseguire da parte di chiunque, popolo, autorità civili e religiose.

venerdì 11 agosto 2023

UN VENTENNIO DI PIETRAMELARA VILLAGE

Si concluderà domani sera in Piazza San Rocco la 18sima edizione del Pietramelara Village 2023, sono già trascorsi venti anni dalla prima edizione che si tenne nel 2003, qualche anno infatti è saltato per motivazioni varie, non ultima la pandemia che afflisse il mondo nel 2020. Chi da sempre si dedica all’organizzazione di questa fresca kermesse estiva della APS Pro Loco di Pietramelara, come Giuseppina (vedi foto. 2), ha tenuto a precisare gli aspetti sociali, ancor prima che ludici dell’evento: “Il Village sin dagli inizi è sempre stato momento di aggregazione per lo staff. I ragazzi che predispongono le attività e si prodigano nel realizzarle vivono il tutto come una grande famiglia, prima e durante l'evento. Quest'anno poi si è notato un sensibile incremento nella partecipazione in ogni fascia di età (vedi foto n. 3).  A partire dalla biciclettata fino alle serate e ai tornei, pietramelaresi (e non) c’hanno preso gusto e si sono tuffati in questo vortice di allegria. 

Novità assoluta dell’edizione 2023 è "a pranzo con voi”, famiglie del paese che ospitano a pranzo i ragazzi durante l'evento. La caccia al tesoro big, tenutasi nell’intero territorio comunale, ha visto la partecipazione di ben ventotto squadre che si sono impegnate nel risolvere gli enigmi elaborati in gran segreto dalla sottoscritta e proposti ai partecipanti. Lo dico con viva soddisfazione, mentre la kermesse volge ormai al termine: Il Pietramelara Village è festa, aggregazione, unione, ma anche impegno e sacrificio. Ciò che più di tutto ricompensa noi organizzatori è vedere i bimbi sorridere. E’ quello che ci dà misura del fatto che l’obiettivo è stato conseguito, che gli sforzi e i sacrifici non sono stati vani”

Nata da un’originale idea di Angela Bonafiglia, come si diceva un ventennio fa, la manifestazione è cresciuta nel successo e nei contenuti; la stessa nel commentare su FB una foto della sua piccola Alessia, con tanto di maglietta con il logo, ha espresso la volontà che la bimba una volta cresciuta entri nello staff organizzativo, nelle future edizione del Village.
Buona continuazione e un ottimo epilogo con la serata finale, domani sera in Piazza, e … all’edizione 2024.