Perché si va in pensione? Una
domanda che lascia spazio a più di una risposta: calo, dopo decenni, delle
energie fisiche e mentali, esigenza dell’Amministrazione di liberarsi dei
“vecchi bacucchi” (come me) per far spazio a persone più aperte alle innovazioni
ed alle sfide poste da un mondo in costante evoluzione, e tanto altro.
Devo dire la verità: temevo questo momento; bisogna prima di tutto riprogettare la vita e l’impiego del tempo; basti pensare che il lavoro comportava, tra viaggio e permanenza in ufficio, circa nove ore, e che tale finestra temporale, abbastanza ampia, va comunque colmata. Non mi piace oziare, e questo è un fatto notorio; anche nel mio periodo di servizio, durato poco meno di quattro decenni, tendevo a comprimere il tempo dedicato alle mie passioni, oggi no, posso disporre completamente della giornata. Un fatto positivo, allora? Non del tutto… ho amato con trasporto la professione che ho esercitato, mi ha permesso di rimanere nell’ambito di ciò che ho studiato, di esercitare la professione di Agronomo all’interno di un contesto volto allo “sviluppo rurale”. Ho avuto modo di conoscere uomini, imprese, luoghi, attività che forse, senza di essa, mi sarebbero rimaste ignote, mi ha dato visibilità; e poi ho potuto stabilire all’interno della Amministrazione Regionale da cui sono dipeso, relazioni altamente positive con colleghi, collaboratori, dirigenti e politici. Tutto ciò è cessato e me ne dispiace, un po' di magone si è fatta strada nel mio spirito, spero che, con l’abitudine, tale sensazione si attenui fino a sparire del tutto. Lascio il lavoro da funzionario regionale senza rimpianti e senza rimorsi.
I primi giorni da pensionato, tuttavia, mi hanno permesso di verificare che tempo per annoiarmi non ne ho…mentre scribacchio questa nota, è l’alba, sto già pensando a ciò che dovrei fare appena il giorno sarà completo e luminoso e, vi assicuro, che è tanto. Le mie passioni: la campagna, la scrittura, l’esercizio fisico, la ricerca storica (… e un po' di professione) saranno le componenti di questa giornata e delle seguenti. Certo, in tale progetto va tenuto conto di un fattore fondamentale: il mantenimento di un buono stato di salute; ci penso molto, e con lo stile di vita che conduco mi arrabatto perché sia così. La famiglia che ho costruito, moglie e figlie, saranno poi il corollario di tale teorema, mi aiuteranno a superare i momenti difficili e quelli tristi, saranno accanto a me in quelli lieti.
Si è conclusa una fase, durata ben trentasei anni e ne inizia una nuova, staremo a vedere!
Devo dire la verità: temevo questo momento; bisogna prima di tutto riprogettare la vita e l’impiego del tempo; basti pensare che il lavoro comportava, tra viaggio e permanenza in ufficio, circa nove ore, e che tale finestra temporale, abbastanza ampia, va comunque colmata. Non mi piace oziare, e questo è un fatto notorio; anche nel mio periodo di servizio, durato poco meno di quattro decenni, tendevo a comprimere il tempo dedicato alle mie passioni, oggi no, posso disporre completamente della giornata. Un fatto positivo, allora? Non del tutto… ho amato con trasporto la professione che ho esercitato, mi ha permesso di rimanere nell’ambito di ciò che ho studiato, di esercitare la professione di Agronomo all’interno di un contesto volto allo “sviluppo rurale”. Ho avuto modo di conoscere uomini, imprese, luoghi, attività che forse, senza di essa, mi sarebbero rimaste ignote, mi ha dato visibilità; e poi ho potuto stabilire all’interno della Amministrazione Regionale da cui sono dipeso, relazioni altamente positive con colleghi, collaboratori, dirigenti e politici. Tutto ciò è cessato e me ne dispiace, un po' di magone si è fatta strada nel mio spirito, spero che, con l’abitudine, tale sensazione si attenui fino a sparire del tutto. Lascio il lavoro da funzionario regionale senza rimpianti e senza rimorsi.
I primi giorni da pensionato, tuttavia, mi hanno permesso di verificare che tempo per annoiarmi non ne ho…mentre scribacchio questa nota, è l’alba, sto già pensando a ciò che dovrei fare appena il giorno sarà completo e luminoso e, vi assicuro, che è tanto. Le mie passioni: la campagna, la scrittura, l’esercizio fisico, la ricerca storica (… e un po' di professione) saranno le componenti di questa giornata e delle seguenti. Certo, in tale progetto va tenuto conto di un fattore fondamentale: il mantenimento di un buono stato di salute; ci penso molto, e con lo stile di vita che conduco mi arrabatto perché sia così. La famiglia che ho costruito, moglie e figlie, saranno poi il corollario di tale teorema, mi aiuteranno a superare i momenti difficili e quelli tristi, saranno accanto a me in quelli lieti.
Si è conclusa una fase, durata ben trentasei anni e ne inizia una nuova, staremo a vedere!
