Terminata la festa, cosa
resta?... Ricordo che, da ragazzo, vivevo con un umore altalenante questi
momenti, caratterizzati dalle tante presenze non pietramelaresi (in senso
stretto) che, man mano, partivano. Erano emigranti carichi di provviste alimentari,
che a loro servivano, più che altro, per sentire ancora il sapore della terra
in cui erano nati e cresciuti. Oppure gruppi familiari di città, di Napoli o
Roma, che si ricongiungevano a famiglie di amici e parenti, per toccare con
mano una realtà rurale, per lo più a loro sconosciuta, per respirare un po' di
aria fresca la sera, o anche per mettere in mostra ragazze da marito, una volta
individuato il giovane locale, preferibilmente professionista di belle
speranze. Quando in piazza, nel giorno del concertino, i bar potevano ancora
piazzare i tavoli, la mattina dopo era tipica l’immagine dei mucchietti di
bucce di noccioline americane, lasciate li e gli spazzini, imprecanti per
lo scarso senso civico e la maleducazione di chi era stato la sera prima al
tavolo. La stagione della caccia ritornava, appena dopo la festa padronale e,
dalla prima mattina, gli appassionati di tale sport, arrivavano in paese con i
fedeli setter o bracchi al seguito.
E’ un mondo finito anche questo, come tanto altro in paese; tuttavia, questa tristezza era temperata da una sensazione di novità, il nuovo ciclo autunno/vernino stava per iniziare, di li a poco sarebbe re iniziata la scuola, tante facce a cui si era legati sarebbero state riviste, il tempo settembrino, sereno e fresco, favoriva le ultime giornate al mare, oppure qualche escursione fra i nostri monti.
E oggi? … il giorno dopo del San Rocco, edizione 2026, fa registrare una festa dall’indice di gradimento elevato, con buona partecipazione, sia da parte dei Pietramelaresi che dei forestieri, attirati in paese dal nome di richiamo. Le novità non sono mancate: ha emozionato rivedere il volto di Don Roberto, a un decennio dalla sua scomparsa, la proiezione multimediale sulla facciata della Chiesa è stata una vera novità! Bisogna apprezzare il lavoro del comitato, composto interamente da ragazzi appartenenti alla generazione successiva alla mia; costoro, con abnegazione e sacrificio hanno saputo intessere una festa dagli aspetti tradizionali, etico/religiosi, e allo stesso tempo, densa di innovazione. Si sa: bisogna fare i conti con le finanze disponibili, tenendo conto che a Pietramelara nel periodo primaverile/estivo si tengono tre feste: quella di San Pasquale, quella della Madonna di San Giovanni e si culmina con San Rocco (è in forse la festa settembrina di Sant’Antonio da Padova), ma il risultato in termini di gradimento è evidente.
Siate perseveranti, ragazzi, cercate sempre il meglio. Sono dell’avviso che, forse, la piazza non è più adatta a contenere eventi e che una dislocazione nelle immediate vicinanze andrebbe cercata, anche se solo limitata alla serata del “concertino”; qualche mugugno colto dal sottoscritto vorrebbe il ritorno di una buona banda musicale, che si esibisca nella matinée e in serata, perché l’interesse per la festa non può essere limitato solo al settore giovanile… pensateci
E’ un mondo finito anche questo, come tanto altro in paese; tuttavia, questa tristezza era temperata da una sensazione di novità, il nuovo ciclo autunno/vernino stava per iniziare, di li a poco sarebbe re iniziata la scuola, tante facce a cui si era legati sarebbero state riviste, il tempo settembrino, sereno e fresco, favoriva le ultime giornate al mare, oppure qualche escursione fra i nostri monti.
E oggi? … il giorno dopo del San Rocco, edizione 2026, fa registrare una festa dall’indice di gradimento elevato, con buona partecipazione, sia da parte dei Pietramelaresi che dei forestieri, attirati in paese dal nome di richiamo. Le novità non sono mancate: ha emozionato rivedere il volto di Don Roberto, a un decennio dalla sua scomparsa, la proiezione multimediale sulla facciata della Chiesa è stata una vera novità! Bisogna apprezzare il lavoro del comitato, composto interamente da ragazzi appartenenti alla generazione successiva alla mia; costoro, con abnegazione e sacrificio hanno saputo intessere una festa dagli aspetti tradizionali, etico/religiosi, e allo stesso tempo, densa di innovazione. Si sa: bisogna fare i conti con le finanze disponibili, tenendo conto che a Pietramelara nel periodo primaverile/estivo si tengono tre feste: quella di San Pasquale, quella della Madonna di San Giovanni e si culmina con San Rocco (è in forse la festa settembrina di Sant’Antonio da Padova), ma il risultato in termini di gradimento è evidente.
Siate perseveranti, ragazzi, cercate sempre il meglio. Sono dell’avviso che, forse, la piazza non è più adatta a contenere eventi e che una dislocazione nelle immediate vicinanze andrebbe cercata, anche se solo limitata alla serata del “concertino”; qualche mugugno colto dal sottoscritto vorrebbe il ritorno di una buona banda musicale, che si esibisca nella matinée e in serata, perché l’interesse per la festa non può essere limitato solo al settore giovanile… pensateci
