Scribacchiando per me

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il blog di un pietramelarese

lunedì 22 giugno 2026

SIMONE, CAMPIONE DI CASA NOSTRA

 


Simone Zullo ha vinto la 23ª edizione del Campionato mondiale del pizzaiuolo - Caputo Cup, conquistando il titolo più ambito nella categoria Pizza napoletana Stg (Specialità tradizionale garantita). Originario di Alife, in provincia di Caserta, e oggi titolare della pizzeria Fratelli Pulcinella a Sydney, in Australia, è stato premiato al termine della finalissima alla Mostra d’oltremare (cfr. foto di copertina).
Per Zullo, 36 anni, il titolo mondiale è arrivato al termine di un percorso iniziato dalla gavetta e proseguito lontano dall’Italia.
Il vostro blogger scribacchiante lo ha sentito, davanti ad un aperitivo, insieme al padre Enrico, mio amico e collega (cfr.foto n. 2)
foto n.2
Consapevolezza di sé stesso e grande professionalità, sono emerse dal nostro dialogo: “Ho cominciato a fare il pizzaiolo presso una piccola pizzeria a Dragoni, cercando di “rubacchiare il mestiere”, giorno per giorno. Risale a quel periodo il mio primo traguardo:  primo premio per la “pizza piccante”. Passato quell’anno alle dipendenze di quella pizzeria, mi licenziai e comunicai a inviare curricula nelle varie destinazioni, fra le quali l’Australia. Avuto riscontro positivo, partii allora verso quella nazione lontana e cominciai a lavorare in un locale, nel quale però non mi trovai bene e mi licenziai (tra l’altro non mi pagò). E qui che comincia la fase più avventurosa della mia vita, cercai di sopravvivere con le acrobazie della pizza, per strada, andando a mangiare alla meglio, e dormendo in un ostello. Per non preoccupare mia madre entravo nella hall di grandi alberghi e mi scattavo dei selfie che le inviavo. Incontrai un italiano che mi disse che in un locale del quartiere Leichhardt, conosciuto come la Little Italy, ricco di caffè, pizzerie e negozi di gastronomia, cercavano un pizzaiolo. Non me lo feci ripetere due volte, mi recai in quel locale e mi presero. Messo da parte qualche soldo, insieme a mio fratello Alessio che mi aveva raggiunto, attrezzammo un carrello per fare le pizze negli eventi, nei mercatini, e poi aprimmo un locale nostro, che però non ebbe successo. Lo svendemmo, e approfittando di un locale commerciale che chiudeva nelle ore serali, ripartimmo in forma fissa, la cosa fu questa volta baciata dal successo ma, anche per l’invidia della concorrenza, il comune ci impose di chiudere in quanto il locale insisteva su una strada di grande traffico e la cosa comprometteva la sicurezza stradale.
Fu allora che un locale a pochi metri chiuse l’attività, e il desiderio di fare le cose in grande prese il sopravvento: insieme a mio fratello lo rilevammo, grazie a un pizzico di incoscienza ad indebitandoci fino al collo. La fortuna questa volta fu propizia e cominciammo a lavorare veramente alla grande, offrendo oltre alle pizze anche tante altre specialità della gastronomia italiana, grazie anche a mia madre, cuoca esperta, che nel frattempo ci aveva raggiunto. “I fratelli Pulcinella”, questo il nome dell’azienda che attualmente conduciamo, con 180 posti all’interno e un centinaio fuori, una trentina di dipendenti. 
Ma veniamo adesso alla Caputo Cup, organizzata in tante nazioni del mondo, con finale a Napoli, presso la Fiera di Oltremare: ogni nazione propone un vincitore, io per l’Australia, e a Napoli, come detto, la fase finale. Il riferimento è alla STG (Specialità tradizionale garantita), regolata da un disciplinare e riservata esclusivamente alle pizze semplici: marinara a e margherita, con una serie di restrizioni che riguardano il tempo di cottura, il peso del panetto, la temperatura del forno, persino il diametro della pizza. Chi non rispetta anche solo uno di tali parametri viene escluso dalla competizione”.
 

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